
Don Bosco risponde alle bombe con la comunità: venerdì 9 ottobre presidio contro la scia di violenza a Roma Est
Di fronte all’escalation di attentati che nell’ultimo mese ha trasformato i quartieri della periferia est di Roma in uno scenario da guerra a bassa intensità, il territorio decide di reagire. Venerdì 9 ottobre, alle ore 18:00, le realtà sociali, sindacali e le forze politiche della Capitale si daranno appuntamento in viale San Giovanni Bosco, davanti alla scuola De Curtis, per una grande manifestazione pubblica a difesa della legalità.
La mobilitazione nasce all’indomani dell’ennesimo boato: la bomba esplosa all’alba del 5 ottobre davanti a un’enoteca in via Calpurnio Fiamma, arrivata a sole cinque ore di distanza da un altro ordigno esploso contro una sala slot all’Alessandrino.
1. Un mese di bombe: l’escalation tra Roma Est e il Tuscolano
L’attentato di via Calpurnio Fiamma rappresenta solo l’ultimo tassello di una preoccupante scia di violenza che, in poco più di 30 giorni, ha visto l’esplosione di almeno 7 ordigni ai danni di attività commerciali ed edifici tra il Tuscolano, l’Alessandrino e il casilino:
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30 agosto (Due Leoni & Torre Maura): Esplosioni ai danni di un negozio di barbiere in via Salemi e di un forno in via delle Alzavole.
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29 e 30 agosto (Alessandrino): Due attentati consecutivi contro lo stesso autosalone al civico 953 di via Casilina.
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3 ottobre (Borghesiana): Bomba carta contro il noleggio auto New Costantino Rent car sulla via Casilina.
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5 ottobre (Alessandrino & Don Bosco): Ordigni esplosi quasi in contemporanea contro una sala slot in via Bottini e l’enoteca di via Calpurnio Fiamma.
A questo bilancio si aggiungono i precedenti citati nell’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Roberto Morassut al Ministro dell’Interno, che richiamano ulteriori episodi a Don Bosco tra la primavera del 2025 e la fine dell’estate 2026 (una molotov contro un circolo ultras in via dei Sulpici e ordigni contro condomini in via Valerio Flacco e via Statilio Ottato).
2. L’appello del territorio: «Alla criminalità si risponde uniti»
La manifestazione di venerdì raccoglie un arco di adesioni trasversale, che va dai comitati di quartiere ai sindacati (Cgil e Uil), passando per associazioni come Libera, Anpi, Retake Roma, Nonna Roma e Auser, fino alle forze politiche territoriali e cittadine (PD, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Rifondazione Comunista, Demos e Roma Futura).
I promotori parlano di «una vera e propria guerra tra gruppi contrapposti che si contendono il predominio dei traffici illeciti» e chiedono una risposta ferma da parte dello Stato.
«Solo una comunità unita e solidale, con le Istituzioni accanto, può dare una risposta forte, riaffermare i propri valori e riprendersi luoghi e spazi della propria città.»
— Dal manifesto della mobilitazione di Don Bosco
Dello stesso avviso Rifondazione Comunista, che sottolinea come la sicurezza non passi solo dalle forze dell’ordine, ma anche dal rafforzamento di scuole, servizi pubblici e centri di aggregazione per sottrarre spazio alla criminalità.
3. Le richieste al Viminale e la convocazione dell’Osservatorio
Accanto alla mobilitazione di piazza, prosegue il pressing istituzionale verso il Governo e la Prefettura:
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Convocazione dell’Osservatorio per la Sicurezza: È stata formalizzata la richiesta alla Prefettura per attivare d’urgenza l’Osservatorio territoriale, affiancandosi al Tavolo Municipale sulla Sicurezza richiesto dal presidente del VII Municipio, Francesco Laddaga.
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Aumento degli organici: Viene sollecitato l’invio straordinario di uomini e mezzi per potenziare il pattugliamento dei commissariati e delle stazioni dei carabinieri di zona.
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Indagini sulle faide: L’interrogazione parlamentare al Viminale chiede di verificare l’eventuale regia della criminalità organizzata dietro la catena di attentati, valutando misure straordinarie di prevenzione e videosorveglianza.