
Tevere Balneabile entro il 2032: Gualtieri Rilancia il “Modello Senna” per Roma
A margine del Pitch Day di Acceleraimpresa, il Sindaco ribadisce la volontà di rendere il fiume capitolino di nuovo balneabile e interamente navigabile. L’infrastruttura verde e blu al centro del Piano Strategico da circa 800 progetti.
Il Tevere come la Senna a Parigi. Martedì 22 settembre 2026, a margine della quarta edizione del Pitch Day di Acceleraimpresa, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha confermato con decisione l’obiettivo dell’Amministrazione capitolina: rendere il Tevere balneabile e pienamente navigabile entro il 2032.
«Stiamo lavorando sia sulla navigabilità, che oggi è interrotta in alcuni tratti, sia sulla balneabilità per la quale abbiamo un piano di lavoro che può portare entro il 2032 il Tevere a essere balneabile come è avvenuto con la Senna a Parigi. E lo faremo», ha dichiarato Gualtieri.
L’annuncio non rappresenta un’uscita isolata, ma si inserisce in un percorso istituzionale e scientifico strutturato, avviato tra la seconda metà del 2025 e i primi mesi del 2026 in forte sinergia con il Governo, la Regione Lazio e i principali enti di ricerca ambientali.
Le Quattro Direttrici Operative
La roadmap per la depurazione delle acque e la messa in sicurezza delle sponde fa perno sui comitati tecnici partiti all’inizio del 2026:
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Ricognizione e Mappatura: Gestito da Roma Capitale e Città Metropolitana per consolidare i dati sui finanziamenti e i progetti già avviati sul bacino Tevere-Aniene.
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Monitoraggio Sanitario: A cura di Arpa Lazio e Istituto Superiore di Sanità, focalizzato sulla presenza di microbi e contaminanti pericolosi per la salute umana.
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Studio Idrologico: Analisi della portata, dei flussi stagionali e della dinamica dei sedimenti.
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Censimento degli Scarichi: Identificazione sistematica delle immissioni legali e abusive per pianificare i necessari interventi di efficientamento della depurazione.
Rendere il fiume balneabile e navigabile rappresenta il tassello finale di un ampio piano di rigenerazione urbana volta a ricucire il rapporto tra la Capitale e le sue vie d’acqua.