
Sabato di cortei e tensione a Roma: traffico in tilt, ma nessun incidente
La Capitale ha vissuto ieri, sabato 13 giugno, un intero pomeriggio all’insegna della massima allerta per la contemporanea presenza di quattro diverse manifestazioni che hanno interessato ampie porzioni cittadine, dal quartiere Prati fino a San Giovanni, passando per il Centro Storico. Nonostante i forti timori legati alla gestione dell’ordine pubblico e la paralisi quasi totale della viabilità, la complessa giornata si è conclusa senza scontri diretti o incidenti di rilievo tra le opposte fazioni, permettendo un progressivo ritorno alla normalità soltanto in tarda serata dopo ore di fortissimi disagi per la cittadinanza rimasta intrappolata nel traffico.
Il fulcro dell’attenzione mediatica e delle forze dell’ordine si è concentrato principalmente sul corteo organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, espressione della destra radicale, che ha visto sfilare migliaia di persone a partire da piazza della Libertà. I manifestanti, tra cui spiccavano delegazioni organizzate di CasaPound, Veneto fronte skinhead e rappresentanze ultrà giunte anche dall’estero, hanno percorso una via Cola di Rienzo completamente deserta e con le saracinesche dei negozi abbassate. Tra cori nostalgici, bandiere tricolori e fumogeni neri, la folla ha sfilato fino a piazza Risorgimento presidiata costantemente da un imponente schieramento di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Proprio dal palco conclusivo gli esponenti del movimento hanno rivendicato la bontà della loro proposta di legge di iniziativa popolare contro l’immigrazione irregolare: “l’immigrazione non può continuare ad essere spacciata come una risorsa, le persone sono stufe di ipocrisia e bugie. Oggi in piazza c’è il popolo italiano che è stanco delle violenze, di abusi sulle nostre donne. La Remigrazione deve diventare legge dello Stato“.
La risposta del fronte antifascista non si è fatta attendere e si è sviluppata lungo due direttrici parallele che hanno mobilitato partiti, sindacati, collettivi studenteschi e associazioni. Il raggruppamento più consistente ha preso il via dai Fori Imperiali per snodarsi lungo via Cavour e via Merulana fino a raggiungere piazza Vittorio. Al corteo hanno preso parte anche diverse personalità del mondo della politica e della cultura e, sebbene l’attenzione delle autorità fosse massima per il rischio di deviazioni verso le sedi della destra sociale, la manifestazione si è mantenuta all’interno del percorso concordato pur lasciando sui muri scritte di forte contestazione politica. Un secondo spezzone di matrice antagonista è partito invece da piazzale del Verano, muovendosi in direzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dove i partecipanti hanno inscenato una protesta simbolica contro le politiche abitative e sociali del governo.
Nel medesimo quadrante temporale la città ha dovuto ospitare anche l’evento promosso dalle associazioni Pro Vita in piazza della Repubblica e la seduta della costituente di una nuova forza politica presso l’Auditorium Conciliazione, frammentando ulteriormente i dispositivi di sicurezza cittadini. Il bilancio finale tracciato dalla Questura ha evidenziato l’efficacia delle misure preventive adottate, dato che l’intera mobilitazione si è sciolta in modo pacifico nei vari punti di raccolta e i problemi maggiori sono rimasti circoscritti alla viabilità urbana.