
Carburanti, rinnovato lo sconto sulle accise, ma ridotto a 6 centesimi
A cento giorni dall’inizio del conflitto in Iran, il governo italiano vara il suo sesto provvedimento per mitigare i costi energetici, confermando la proroga del taglio delle accise sui carburanti per altre quattro settimane. La presidenza del Consiglio e i ministeri competenti hanno però dovuto calibrare la misura tenendo conto del recente calo dei prezzi alla pompa, come ampiamente previsto alla vigilia. Attraverso un decreto interministeriale siglato dal Ministero dell’Economia e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, viene decretata l’estensione del provvedimento fino al prossimo 3 luglio. La vera novità risiede nel rimodulamento degli sgravi: se lo sconto sulla benzina verde rimane invariato rispetto all’ultimo mese, il bonus sul gasolio subisce un ulteriore dimezzamento. Di conseguenza, la riduzione delle accise torna a essere uniformata per entrambe le tipologie di carburante, assestandosi su un valore di 6,1 centesimi al litro complessivi, calcolati considerando 5 centesimi più l’Iva.
Nelle stazioni di rifornimento l’accoglienza della notizia è tiepida, divisa tra chi accetta il principio del male minore e chi manifesta forte preoccupazione. Le associazioni dei consumatori hanno immediatamente iniziato a stimare i rincari per le tasche degli automobilisti e per il comparto dell’autotrasporto, sebbene l’esecutivo difenda la scelta spiegando che le risorse a disposizione sono limitate e che l’attuale flessione delle quotazioni del petrolio permette di alleggerire l’intervento pubblico. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, aveva chiarito nei giorni scorsi che ogni decisione sarebbe stata legata all’andamento dei listini dei distributori. Nello specifico, il gasolio ha registrato un calo di 3 centesimi al litro toccando quota 1,980 euro, mentre la benzina è scesa di 2 centesimi posizionandosi a 1,920 euro al litro. A fronte di questi dati, il Ministero dell’Economia ha atteso il consolidamento del gettito supplementare dell’Iva di maggio, derivante dall’inflazione sui prodotti energetici, per stanziare i 149,4 milioni di euro necessari a coprire i 27 giorni di proroga, pari a un costo quotidiano di circa 5,5 milioni di euro.
I nuovi effetti sui listini decorrono dal 7 giugno. Mentre il prezzo della benzina si manterrà stabile attorno a 1,920 euro al litro, per il diesel si prevede un immediato ritorno sopra la soglia psicologica dei due euro, attestandosi verosimilmente attorno a 2,040 euro al litro. Questo significa che per un pieno da 50 litri di gasolio la spesa aumenterà di circa 3 euro rispetto al regime precedente. Sulla questione è intervenuto il ministro delle Imprese Adolfo Urso: «il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro» e che l’azione dell’esecutivo intende proseguire «con questa politica di responsabilità e anche di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie, sui lavoratori, sulle imprese e l’impatto ovviamente sull’inflazione generale».
Dormiente l’ottimismo ministeriale, le sigle a tutela dei consumatori bocciano severamente il provvedimento. L’Unione nazionale consumatori bolla il dimezzamento come «una pessima idea» e un «autogol», stimando che in autostrada il diesel supererà rapidamente i 2,1 euro al litro. Dal canto suo, il Codacons evidenzia che il minor sconto sul gasolio comporterà per i cittadini un esborso aggiuntivo di 17,1 milioni di euro a settimana solo per i rifornimenti. Questo intervento dovrebbe rappresentare l’ultimo ricorso alle accise mobili, un sistema già criticato dall’Unione Europea e dal Fondo monetario internazionale. Archiviata la proposta di un voucher legato alla carta Dedicata a te, i tecnici governativi valutano ora un potenziamento dei fringe benefit aziendali per l’introduzione di futuri bonus carburante distribuiti tramite i datori di lavoro.