
Rissa a Fontana di Trevi tra bande di truffatori: ferite due turiste
Il cuore monumentale di Roma si è improvvisamente trasformato nello scenario di un violento scontro ravvicinato, con attimi di autentico panico tra i passanti e i moltissimi frequentatori del centro storico. Nel pomeriggio di sabato 16 maggio, un’accesa discussione tra fazioni contrapposte è degenerata in una rissa senza esclusione di colpi che ha interessato l’area compresa tra la celebre Fontana di Trevi e la vicina via del Lavatore. Stando a una prima ricostruzione dell’accaduto elaborata dalle forze dell’ordine, a fronteggiarsi sarebbero state due bande rivali che si contendono la gestione e il controllo della piazza per mettere in atto la nota truffa di strada del gioco delle tre campanelle, un fenomeno illecito che continua a colpire i flussi di visitatori nella Capitale.
La situazione è precipitata rapidamente sotto gli occhi dei presenti, spostandosi dalle sponde della fontana fin dentro le aree esterne delle attività commerciali vicine, dove i contendenti hanno scatenato il caos tra i tavolini dei bar con un fitto lancio di oggetti e stoviglie. Nel bel mezzo della baraonda e del fuggi fuggi generale che ne è conseguito, la folla impazzita ha travolto due amiche di 58 anni, entrambe turiste e completamente estranee alle dinamiche dello scontro, che sono rovinate pesantemente a terra riportando diverse contusioni a causa del trambusto generalizzato.
Sul luogo dei disordini sono dovuti confluire d’urgenza i soccorritori del 118 e gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, appartenenti al primo gruppo Centro, i quali si sono messi al lavoro per placare gli animi e ripristinare le condizioni di sicurezza nella via. Nel bilancio complessivo dei feriti figura anche un uomo che è stato colpito violentemente alla testa da una bottiglia di vetro durante le fasi più concitate della colluttazione. Lo stesso individuo è stato successivamente identificato e denunciato a piede libero dai caschi bianchi, dopo essere stato formalmente riconosciuto da uno dei testimoni oculari come partecipante attivo alla zuffa di strada. Gli inquirenti stanno portando avanti le indagini e gli accertamenti tecnici per risalire con esattezza all’identità di tutti gli altri soggetti che hanno preso parte al violento scontro e che sono riusciti a dileguarsi prima dell’arrivo delle pattuglie.
I gruppi dediti al gioco delle tre campanelle erano già finiti al centro di una serie di mirati blitz di contrasto da parte della Polizia Locale nei primi mesi dell’anno in corso, concentrati proprio nei punti nevralgici del turismo romano. Gli interventi più recenti hanno passato al setaccio non solo via del Lavatore, ma anche vie limitrofe quali via delle Muratte, via in Arcione, via di San Vincenzo e i vicoli che collegano piazza di Pietra al Pantheon. Questa costante attività di monitoraggio ha consentito finora di individuare e deferire all’autorità giudiziaria una ventina di soggetti, di età compresa tra i ventinove e i quaranta anni e prevalentemente di nazionalità romena e macedone, con ruoli distinti tra complici e banchieri addetti alla manipolazione delle storiche campanelle.
Nel corso delle varie operazioni, i vigili urbani del primo gruppo Centro hanno eseguito il sequestro penale di tutto il materiale impiegato per l’allestimento dei banchetti clandestini e di somme di denaro in contanti superiori ai quattromila euro, ritenute il provento diretto dell’attività illecita. Per i soggetti che presentavano precedenti penali specifici legati alle truffe di strada è stata inoltre disposta l’applicazione della misura del foglio di via obbligatorio dal territorio comunale.
L’azione di contrasto sul territorio si inserisce in un quadro operativo già tracciato alla fine dello scorso anno, quando un massiccio blitz coordinato con il supporto del gruppo Sicurezza pubblica ed emergenziale della Polizia Locale aveva condotto al fermo di quaranta persone in diverse piazze storiche della città, comprese piazza di Spagna, Trinità dei Monti e il Pincio. Il meccanismo fraudolento della truffa ricalca da sempre lo stesso schema consolidato, che vede un finto croupier muovere rapidamente i contenitori sul marciapiede mentre alcuni complici simulano facili vincite di denaro con lo scopo di attrarre i turisti ingenui e convincerli a scommettere cifre importanti. Il sistema prevede anche la presenza fissa di apposite vedette collocate in punti strategici, incaricate di sorvegliare la zona e segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Proprio per aggirare questa rete di sorveglianza, gli agenti operano prevalentemente in abiti civili per garantire interventi più tempestivi, che si concludono sistematicamente con il sequestro dei proventi monetari e la denuncia dei responsabili per esercizio di giochi d’azzardo.
M.M.