
Al via il tracciamento dell’Hantavirus. In Italia rischi molto bassi di contagio
I casi di infezione all’Hantavirus stanno occupando le cronache dei media nazionali in questi giorni. Attualmente, quattro persone risultano sotto stretta sorveglianza per aver condiviso un volo di linea con una donna successivamente deceduta a causa dell’infezione. I casi sono stati però affrontati in maniera differente sul territorio: mentre i sindaci di Torre del Greco e Villa San Giovanni hanno optato per l’imposizione della quarantena obbligatoria tramite ordinanza, a Firenze e Padova si è preferito applicare il regime dell’isolamento fiduciario per gli altri soggetti coinvolti. Nonostante la mancanza di una linea d’azione univoca, tutti i monitorati risultano al momento asintomatici e si attendono i risultati dei test condotti dall’Istituto Spallanzani di Roma per definire il quadro clinico complessivo.
Il Ministero della Salute è intervenuto per fare chiarezza con la diffusione di una nuova circolare che eleva la soglia di attenzione ai confini nazionali e potenzia le attività di tracciamento. Il documento definisce le categorie di rischio e stabilisce l’isolamento per un periodo di sei settimane per i contatti diretti dei contagiati, pur classificando il pericolo generale per l’Europa come molto basso. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica: «In Italia non c’è alcun pericolo, è un virus diverso rispetto al Covid, con bassa contagiosità». Tuttavia, la circolare ufficiale specifica: «Si ritiene opportuno mantenere un approccio di massima cautela e rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione all’identificazione precoce di eventuali casi sospetti e all’adozione tempestiva delle misure di contenimento previste per i casi confermati».
Le nuove direttive ministeriali distinguono tra casi sospetti, probabili e confermati, imponendo la quarantena fiduciaria e la sorveglianza attiva per quarantadue giorni a chiunque abbia avuto esposizioni ad alto rischio, come la permanenza su voli commerciali o navi interessate da focolai. In particolare, la circolare sottolinea che per i contatti a basso rischio è comunque previsto un periodo di automonitoraggio prolungato. Le autorità sanitarie locali hanno il compito di monitorare quotidianamente l’insorgenza di sintomi quali febbre, dolori muscolari o difficoltà respiratorie, mentre per i soggetti in isolamento vige il divieto assoluto di frequentare luoghi affollati o utilizzare mezzi di trasporto pubblici.
Parallelamente alla situazione italiana, il contesto internazionale vede un peggioramento dei dati relativi alla nave MV Hondius, recentemente approdata a Tenerife. Il numero totale dei contagiati è salito a dieci unità, con una cittadina francese attualmente ricoverata in gravi condizioni in terapia intensiva. Casi di positività sono stati riscontrati anche in Spagna e tra i passeggeri statunitensi, alimentando il dibattito politico globale sulla gestione delle frontiere e sulla cooperazione con gli organismi internazionali, in un clima di crescente incertezza sulla capacità di diffusione del virus.