Guerra all’Iran, un buco da 50 miliardi di dollari nel mercato del petrolio

21/04/2026

Cinquanta giorni di conflitto hanno scavato una voragine nel mercato energetico mondiale che si può finalmente quantificare con una cifra da capogiro: cinquanta miliardi di dollari, un miliardo al giorno. Questo è l’imponente valore del greggio mai estratto o rimasto bloccato dietro l’invisibile ma invalicabile cancello dello Stretto di Hormuz, calcolando un prezzo medio che ha gravitato intorno ai 100 dollari al barile dall’inizio delle ostilità. Secondo le analisi condotte da Kpler e rilanciate dalle principali agenzie internazionali, mancano all’appello circa 500 milioni di barili. Ma se i numeri del petrolio spaventano, è ciò che si trascina dietro questo blocco a delineare i contorni di una crisi sistemica senza precedenti, capace di scuotere le fondamenta delle catene di approvvigionamento su scala planetaria.

Il buco nero di Hormuz non sta inghiottendo solo idrocarburi, ma sta creando carenze critiche in settori apparentemente distanti. Si parla di prodotti petrolchimici essenziali per la sintesi dei farmaci, di elio che non ha mai lasciato il Golfo e che risulta vitale per l’industria dei semiconduttori in Asia, fino ai prodotti chimici come urea, ammoniaca e zolfo, pilastri della produzione di fertilizzanti da cui dipende la sicurezza alimentare globale. A questo scenario si aggiunge la paralisi di circa un quinto della produzione mondiale di gas naturale liquefatto, un pilastro energetico che molti Paesi europei e asiatici consideravano ormai il porto sicuro della propria transizione energetica.

Le riserve strategiche, intaccate per far fronte alla mancanza di carichi programmati e mai consegnati, stanno calando vertiginosamente in tutto l’Occidente. Perfino la Cina, che con una lungimiranza quasi sospetta aveva fatto scorta di petrolio e gas in tempi non sospetti, inizia a monitorare con attenzione i propri stock. La scarsità ha scatenato una caccia frenetica ai carichi spot, ovvero quelle navi già in navigazione che vengono intercettate dall’offerente più generoso, spiegando così l’impennata inevitabile delle quotazioni finanziarie. Si tratta di un’inflazione che, anche ipotizzando una riapertura parziale dello stretto nel mese di maggio, non potrà essere riassorbita in tempi brevi.

Dagli Stati Uniti arrivano ammissioni colme di prudenza. Il segretario all’Energia, Chris Wright, parlando alla Cnn ha chiarito che, sebbene i prezzi della benzina abbiano raggiunto un picco, il ritorno alla normalità sarà lento. Wright ha spiegato che i costi del pieno «potrebbero rimanere al di sopra dei 3 dollari al gallone fino al prossimo anno», una soglia che appare lontana dai massimi di marzo ma ancora decisamente superiore ai livelli pre-guerra. Per molti analisti, questa cautela serve anche a preparare il terreno per le mosse politiche di Donald Trump, che potrebbe utilizzare il caro carburante come leva elettorale promettendo interventi drastici per abbassare i prezzi alla pompa.

Per comprendere la scala del disastro, basta osservare i paragoni forniti dagli esperti di Wood Mackenzie. La perdita di 500 milioni di barili equivale a cancellare l’intera domanda mondiale di trasporto aereo per dieci settimane, oppure a fermare ogni singolo veicolo circolante sulla Terra per 11 giorni consecutivi. Se consideriamo i produttori arabi del Golfo, il calo della produzione è paragonabile allo spegnimento improvviso di due giganti come Exxon Mobil e Chevron messi insieme. Il crollo delle esportazioni di jet fuel è stato tale da aver potuto coprire ventimila voli di andata e ritorno tra New York e Londra. Anche qualora lo stretto venisse riaperto oggi, il ritorno alla piena operatività dei giacimenti in Iraq o Kuwait richiederebbe quasi sei mesi, mentre per ricostruire l’industria del gas naturale del Qatar si parla ormai di anni, non di mesi.

Ti è piaciuto l’articolo?

Condivilo su tutti i social e menziona RomaNews 24 – Le notizie da Roma in tempo reale

Potrebbero interessarti

Caro carburanti, come provare a contenere i costi in salita

Caro carburanti, come provare a contenere i costi in salita

L’incertezza che oggi grava sullo Stretto di Hormuz ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza energetica globale, mettendo in luce una realtà complessa: nonostante l’aumento record dei prezzi di petrolio, gas, diesel e cherosene, i consumi mondiali non mostrano quella contrazione che sarebbe necessaria per stabilizzare il mercato. Tuttavia, poiché ulteriori rincari colpirebbero duramente le […]

21/04/2026

Cala il prezzo del petrolio in Borsa, ma lo Stretto di Hormuz viene chiuso di nuovo

Cala il prezzo del petrolio in Borsa, ma lo Stretto di Hormuz viene chiuso di nuovo

Lo scenario di incertezza che avvolge lo Stretto di Hormuz non ha tardato a manifestarsi in tutta la sua complessità, trasformando l’entusiasmo iniziale per una possibile riapertura in una doccia fredda per i mercati globali. Non sono passate nemmeno 24 ore prima che la dinamica dello stop and go, ampiamente prevista dagli analisti più prudenti, […]

19/04/2026

Spiragli di pace in Iran, le Borse volano: giù il prezzo di petrolio e gas

Spiragli di pace in Iran, le Borse volano: giù il prezzo di petrolio e gas

Da New York a Islamabad, il respiro delle piazze finanziarie mondiali sembra farsi improvvisamente più leggero, alimentato da una corrente di ottimismo che scommette su una stabilità duratura in Medio Oriente. Nonostante rimangano ancora decine di interrogativi senza risposta, Wall Street ha scelto di guardare alle promesse di pace piuttosto che alle incertezze del campo, […]

18/04/2026

Crisi energetica, in arrivo il piano Accelerate EU con lo smart working obbligatorio

Crisi energetica, in arrivo il piano Accelerate EU con lo smart working obbligatorio

L’Europa si trova nuovamente a dover fare i conti con uno spettro che sperava di aver allontanato definitivamente: una crisi energetica dalle proporzioni preoccupanti che rischia di paralizzare il normale svolgimento delle attività quotidiane e produttive. Il catalizzatore di questa nuova ondata di profonda instabilità è il blocco dello Stretto di Hormuz, un punto nevralgico […]

18/04/2026

La Blue Economy del Lazio vola tra nuovi porti e innovazione sostenibile

La Blue Economy del Lazio vola tra nuovi porti e innovazione sostenibile

L’economia del mare nel Lazio non è più soltanto una vocazione naturale legata alla bellezza del litorale, ma si è trasformata in un vero e proprio gigante industriale capace di trainare l’intero Prodotto Interno Lordo regionale con numeri che definire incoraggianti sarebbe riduttivo. Le rilevazioni più recenti parlano chiaro: nel corso del 2023 il comparto […]

13/04/2026

Caro carburante: pressing del Governo contro i “furbetti del petrolio”

Caro carburante: pressing del Governo contro i “furbetti del petrolio”

Il governo italiano ha deciso di impugnare la clava contro quelli che vengono definiti i “furbetti del petrolio”, con l’obiettivo dichiarato di colpire gli extraprofitti delle grandi compagnie. La parola d’ordine che circola tra i corridoi di Palazzo Chigi è fiato sul collo, un segnale inequivocabile rivolto alle big oil in un momento di estrema […]

12/04/2026

Se non riapre lo stretto di Hormuz è rischio paralisi dei trasporti aerei

Se non riapre lo stretto di Hormuz è rischio paralisi dei trasporti aerei

La clessidra energetica del Vecchio Continente ha iniziato la sua corsa contro il tempo e il termine ultimo per scongiurare una crisi sistemica sembra essere fissato tra circa ventuno giorni. Se entro tre settimane lo Stretto di Hormuz non dovesse tornare a essere una via di comunicazione stabile e sicura per le petroliere, gli aeroporti […]

11/04/2026

Patto di Stabilità, braccio di ferro tra Roma e Bruxelles per lo stop

Patto di Stabilità, braccio di ferro tra Roma e Bruxelles per lo stop

La necessità di intervenire con tempestività di fronte a una recessione già conclamata oppure l’esigenza di agire d’anticipo per evitare che le finanze pubbliche crollino sotto il peso del conflitto in Medio Oriente rappresenta oggi il cuore del confronto tra l’Italia e l’Unione Europea. Al centro della disputa vi è la possibilità di sospendere nuovamente […]

10/04/2026

Crisi carburanti per aerei: Ryanair taglia i voli

Crisi carburanti per aerei: Ryanair taglia i voli

Continua la crisi legata alle forniture di carburanti, soprattutto per gli aerei. Anche se lo Stretto di Hormuz dovesse tornare a essere una via d’acqua totalmente libera e priva di ostacoli, il sollievo per i consumatori non sarà immediato. Gli esperti del settore sono unanimi nel dipingere uno scenario dove i costi di benzina, diesel […]

09/04/2026