
Lazio e Stadio Flaminio: depositato il progetto da 480 milioni di euro
Il lungo corteggiamento tra la Lazio e lo Stadio Flaminio sembra essere finalmente giunto a un punto di svolta, trasformandosi in un impegno formale che potrebbe cambiare il volto urbanistico di una zona cruciale della Capitale. La notizia è arrivata direttamente da Palazzo Senatorio, che ha confermato la ricezione della documentazione necessaria tramite posta elettronica certificata, mettendo nero su bianco le intenzioni del club biancoceleste. Secondo la nota ufficiale diffusa dagli uffici comunali, «il Dipartimento Sport di Roma Capitale ha ricevuto la documentazione necessaria per la procedura di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio», citando esplicitamente il decreto legislativo numero 38 del 2021. Questo passaggio segna l’avvio di un iter che vedrà i tecnici capitolini impegnati nell’analisi del fascicolo prima di attivare la conferenza dei servizi preliminare, un passo burocratico fondamentale per ridare vita a un impianto progettato da Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960 e rimasto tristemente chiuso dal lontano 2011.
Dal punto di vista della struttura e dell’architettura, il progetto non presenta stravolgimenti rispetto alle bozze circolate nei mesi scorsi, confermando la volontà del patron biancoceleste Claudio Lotito di trasformare il Flaminio in una casa moderna e funzionale per il popolo laziale. La nuova visione prevede una capienza che toccherà i 50.570 posti, una cifra ambiziosa che permetterebbe al club di ospitare eventi di caratura internazionale in una cornice storica. Oltre al campo di gioco, il piano include la creazione di un museo della Lazio e la realizzazione di oltre 4.400 posti auto, risolvendo una delle criticità storiche della zona. L’investimento complessivo messo in preventivo è lievitato rispetto alle stime iniziali, superando oggi la soglia dei 480 milioni di euro, un incremento di circa 50 milioni che riflette l’adeguamento dei costi e la complessità di un intervento su un bene sottoposto a vincoli architettonici così significativi.
Un aspetto tecnico di grande rilievo riguarda la gestione del terreno e della struttura attraverso il diritto di superficie per una durata di 90 anni. Sebbene la procedura amministrativa sia diversa da quella seguita dalla Roma per lo stadio di Pietralata, il punto di contatto è la permanenza della proprietà del suolo in mano al Comune.
Per tutelare la stabilità finanziaria della società sportiva e garantire una gestione efficiente del cantiere, l’operazione sarà condotta attraverso una società di scopo definita Newco. Questa entità sarà la reale affidataria del complesso e risulterà «responsabile della realizzazione degli interventi di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento del complesso e delle opere complementari di urbanizzazione e della loro gestione». Nel testo della convenzione depositata, emerge chiaramente che la Newco non si limiterà alla gestione delle partite casalinghe della Lazio, ma avrà la facoltà di utilizzare lo stadio per attività di diversa natura nei giorni in cui non è previsto il calcio giocato. Si punta dunque a un modello di impianto polifunzionale, capace di generare valore per la comunità territoriale in termini di integrazione sociale e crescita economica, consolidando il legame storico tra la squadra e il comune di Roma.
A suggellare questa sfida architettonica è intervenuto lo stesso Claudio Lotito, che ha voluto sottolineare il rispetto profondo verso l’opera originale di Nervi, spiegando come i nuovi ampliamenti traggano ispirazione da studi effettuati dallo stesso architetto in passato per altri impianti. Il presidente ha infatti dichiarato che il piano è stato concepito studiando i lavori di ampliamento ideati da Nervi per il Franchi di Firenze, concludendo con una riflessione suggestiva: «In sostanza possiamo considerare il nostro progetto come se lo avesse disegnato oggi lo stesso Nervi». Ora la palla passa agli uffici del Campidoglio, che dovranno valutare se questo equilibrio tra conservazione storica e modernità possa davvero diventare la nuova casa della Lazio.