
Roma-Cagliari, per Gasperini tanti indisponibili: è emergenza
L’atmosfera che circonda lo stadio Olimpico in vista della sfida tra Roma e Cagliari, è elettrica. Per la formazione guidata da Gian Piero Gasperini, la serata rappresenta un bivio fondamentale per la stagione: con la Juventus fermata sul pareggio dalla Lazio, i giallorossi hanno la concreta possibilità di agganciare il quarto posto in classifica, riaprendo prepotentemente la corsa per un piazzamento nella massima competizione europea. Tuttavia, il tecnico si trova a dover gestire una situazione di emergenza numerica che non accenna a placarsi, con una lista di indisponibili che comprende nomi pesanti come Dybala, Hermoso, Dovbyk e Ferguson, costringendo lo staff tecnico a soluzioni tattiche inedite.
Proprio sulla gestione del gruppo e sulla mentalità dei suoi giocatori si è soffermato Gasperini durante la conferenza stampa della vigilia, alternando analisi tecniche a riflessioni profonde sul valore etico dello sport. Il tecnico ha espresso una dura critica verso l’attuale stato del calcio italiano, allineandosi alle recenti lamentele di Daniele De Rossi riguardo alla perdita di sportività: «questo tipo di calcio non piace a noi, non piace al pubblico, c’è confusione, è brutto vedere partite con cartellini strani, con rigori che il pubblico non vede, con simulazioni evidenti dei giocatori e delle panchine che saltano per aria». Il paragone con altre discipline è apparso inevitabile, sottolineando una nostalgia per una competizione più pura e leale: «ho visto il match di rugby all’Olimpico, bellissimo. Nel calcio ci sono interessi, ma forse qualcosa deve partire dagli allenatori per far cambiare questo tipo di sistema, penalizzante per il nostro sport. Non mi riconosco più in questo sport e non so per quale motivo si debba cercare di rubacchiare».
Non è mancata però una nota di leggerezza quando il discorso è scivolato sulle parole di Claudio Ranieri riguardo a un possibile ritorno di Francesco Totti nei quadri societari. Il tecnico ha risposto con una battuta che ha scatenato il sorriso dei presenti: «io lo faccio giocare subito, non c’è problema, ma si deve allenare, gli togliamo quindici anni». Passando invece alla realtà del campo, l’attenzione si è spostata su Bryan Zaragoza, il nuovo acquisto arrivato dal Celta Vigo, pronto al debutto dal primo minuto per sopperire alla mancanza della Joya. «Con Zaragoza ci stiamo conoscendo, ha una discreta condizione, deve ovviamente conoscere al meglio la nuova realtà, per domani è disponibile. L’intenzione è sempre quella di inserire rapidamente i nuovi per dargli più velocità di inserimento con la squadra».
La gestione degli infortunati resta il tema più spinoso, specialmente per quanto riguarda Lewis Ferguson, tormentato da continui problemi alla caviglia che ne stanno frenando l’impiego. Il tecnico ha descritto il momento difficile del ragazzo: «non è facile neanche per lui vivere questa situazione: passa da momenti di felicità a momenti in cui è molto scontento e depresso. Cerchiamo di rimetterlo in piedi, ma ogni volta che cambia direzione rischia una piccola distorsione». Un’altra situazione particolare riguarda Angelino, escluso dalla lista UEFA ma in fase di recupero fisico dopo aver perso peso per problemi di salute. Secondo Gasperini, il giocatore ha mostrato un’ottima crescita negli ultimi dieci giorni, recuperando oltre quattro chili e migliorando sensibilmente i valori delle analisi, lasciando ben sperare per un suo impiego costante in campionato non appena avrà ritrovato la forma di un tempo.
In vista della partita contro il Cagliari di Pisacane, la Roma dovrà fare affidamento sulla propria solidità difensiva e sulla capacità di reazione che ha già dimostrato in un mese di gennaio logorante, segnato da dieci partite disputate in condizioni di estrema emergenza. Gasperini ha concluso ricordando che, nonostante le difficoltà contrattuali legate ai numerosi giocatori in scadenza o in prestito, la motivazione del gruppo resta altissima perché si tratta di atleti profondamente legati alla maglia giallorossa. La sfida contro i sardi, che all’andata misero in seria difficoltà la Roma, sarà dunque il banco di prova definitivo per misurare le ambizioni di una squadra che non vuole smettere di guardare verso l’alto.