
Addio a Patrizia De Blanck: morta a Roma la contessa ribelle della TV
Roma si risveglia oggi più silenziosa, avendo perso una delle sue voci più schiette e anticonformiste. All’età di 85 anni si è spenta la contessa Patrizia De Blanck, un volto che per decenni ha attraversato con la stessa disinvoltura i salotti della nobiltà e quelli, decisamente più rumorosi, dei reality show. L’annuncio, carico di un dolore che travalica lo schermo, è arrivato dalla figlia Giada attraverso i social. È stata lei a svelare il calvario vissuto nel riserbo più assoluto, parlando di una malattia devastante che ha consumato la madre lontano dai riflettori. Giada ha descritto un legame simbiotico, definendo la contessa come la sua migliore amica e una guerriera con cui ha condiviso ogni battaglia fino all’ultimo respiro, promettendo di continuare a vivere anche per lei.
La vita di Patrizia De Blanck è stata a tutti gli effetti un’opera letteraria vissuta in prima persona. Aristocratica di nascita ma ribelle per vocazione, ha attraversato amori clamorosi e spesso complicati, dai due matrimoni con l’aristocratico britannico Anthony Leigh Milne e il console Giuseppe Drommi, fino alle vicende di cronaca nera che la videro testimone nel celebre caso Bebawi negli anni Sessanta. Si definiva spesso come l’ultima testimone di un’epoca ormai tramontata, una donna che aveva saputo gestire i rapporti sentimentali con la spregiudicatezza di un “Casanova in gonnella”, per poi trovare la vera serenità solo nella maturità, accanto alla figlia e ai suoi amati cani.
Con la sua scomparsa se ne va un pezzo di storia del costume italiano, capace di unire l’eleganza di una stirpe antica con la veracità del linguaggio popolare. Dalle confessioni intime sul rapporto competitivo con la madre alle liti iconiche davanti alle telecamere del Grande Fratello Vip e dell’Isola dei Famosi, la contessa ha sempre preferito l’autenticità alla forma, non nascondendo mai le proprie ferite né i propri privilegi. Oggi la Capitale e il mondo dello spettacolo salutano una “soubrette dal sangue blu” che ha vissuto senza riserve, lasciando un’eredità fatta di passioni intense, racconti spiazzanti e una luce che, come scrive Giada, continuerà a brillare nel cuore di chi l’ha amata.