
Roma, si indaga su altre 6 aggressioni del picchiatore tunisino
Dopo l’ennesimo episodio di violenza che ha lasciato segni profondi sul volto di una donna di 44 anni, le indagini condotte dai carabinieri hanno subito una decisa accelerazione. Mohammed M., il giovane tunisino di 22 anni ormai noto ai residenti per i suoi scatti d’ira imprevedibili, risulta ufficialmente indagato per i reati di percosse e lesioni gravi. Attualmente il ragazzo si trova nel reparto di psichiatria del Policlinico Umberto I, dove è sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio e sorvegliato a vista dalle forze dell’ordine per evitare che possa nuocere a se stesso o agli altri. La documentazione raccolta dai militari è stata trasmessa alla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo informativo in attesa che il giudice per le indagini preliminari possa valutare l’applicazione di eventuali misure cautelari idonee a contenere la sua pericolosità.
Le ferite riportate dall’ultima vittima in ordine di tempo, raccontano la ferocia gratuita di un attacco avvenuto in pieno giorno. La donna, che lunedì scorso stava percorrendo la via in bicicletta insieme al figlio di 10 anni, ha dovuto subire un delicato intervento chirurgico per rimediare alle fratture del naso, dello zigomo e dell’orbita oculare destra.
Le indagini non si limitano però all’ultimo scontro, ma cercano di ricostruire una scia di violenza che dura da mesi e che ha coinvolto diverse persone. La diffusione di un video che ritrae uno degli assalti ha spinto altre donne a uscire allo scoperto e a denunciare episodi simili. Tra queste figura una donna di 48 anni che ha riportato alla memoria un’aggressione subita circa un anno fa, descrivendola come «uno schiaffo talmente forte che mi ha fatto cadere a terra». Ancora più allarmante è il caso di una ragazzina di 12 anni, colpita mentre si recava a scuola e ora profondamente scossa dall’accaduto. La madre della giovane ha espresso tutto il suo timore per le conseguenze psicologiche sulla figlia, sottolineando come la piccola «ora ha paura di uscire di casa», un sentimento che purtroppo accomuna molti altri genitori del quadrante che chiedono interventi immediati e risolutivi.
Francesca Del Bello, presidente del II Municipio, ha confermato che l’amministrazione è in costante contatto con l’autorità giudiziaria per valutare il trasferimento del giovane in una Rems, ovvero una residenza per le esecuzioni delle misure di sicurezza, che garantirebbe una custodia protetta e cure adeguate. Da parte delle opposizioni, esponenti di Fratelli d’Italia e della Lega chiedono a gran voce che non sia più tollerato il ritorno in strada di persone ritenute pericolose, auspicando un coordinamento più efficace tra il sistema sanitario e quello delle politiche sociali. L’assessore capitolino Barbara Funari ha invece difeso il lavoro svolto finora dal Campidoglio, citando l’impegno costante degli operatori sul territorio come esempio di una risposta che cerca di non lasciare nessuno indietro. Resta però il fatto che, in attesa di una decisione definitiva del gip, la sorveglianza davanti al Policlinico è stata intensificata per evitare che Mohammed possa nuovamente svanire nel nulla, alimentando una psicosi collettiva che rischia di trasformare San Lorenzo in un quartiere dove la paura resta purtroppo l’unico ospite sgradito.
M.M.