
Il possibile ritorno di Totti alla Roma già infiamma la tifoseria
La suggestione che corre lungo le strade della capitale non è una semplice voce di corridoio, ma una crepa luminosa che si è aperta nel cuore della tifoseria giallorossa. A scatenare l’entusiasmo è stato Claudio Ranieri, che con la sua consueta schiettezza ha lanciato un segnale inequivocabile durante una recente intervista televisiva. Le sue parole sono risuonate come un invito formale alla proprietà, ma anche come un auspicio per il bene comune del club: «Francesco? I Friedkin ci stanno pensando e mi auguro che possa essere davvero utile alla Roma, perché lui è una parte della Roma». Questa dichiarazione ha squarciato il velo di incertezza che circondava il futuro del numero dieci più amato di sempre, riaccendendo una passione che non ha mai conosciuto momenti di stasi, nemmeno a nove anni di distanza dal suo addio al calcio giocato.
Il legame tra Francesco Totti e la sua città è un fenomeno che trascende l’aspetto puramente sportivo per sconfinare nel sociologico. Per i tifosi, il Capitano è l’emblema vivente di un’identità collettiva, Totti è quel figlio o quel fratello che la piazza ha visto crescere e maturare per venticinque anni di carriera agonistica. Per questo motivo, l’ipotesi di un suo ritorno in vista del centenario del club non viene vissuta come una mossa di marketing, ma come il tassello mancante di un mosaico che la proprietà americana sembra intenzionata a completare. Ryan Friedkin ha già avuto modo di tastare con mano quanto l’appeal del campione sia rimasto intatto; è bastato inquadrare il suo volto sui maxischermi dello stadio Olimpico durante la sfida contro lo Stoccarda per scatenare un boato capace di oscurare persino l’entusiasmo per i gol segnati sul campo.
Tuttavia, la partita per il rientro di Francesco a Trigoria non si gioca sulla simpatia o sul valore d’immagine, ma su una questione di sostanza operativa. Totti ha già vestito i panni del dirigente in passato, ma quell’esperienza si concluse con un addio amaro che ancora oggi brucia nella memoria dei protagonisti. Da allora, il desiderio dell’ex fuoriclasse non è cambiato: non gli interessa ricoprire una funzione puramente cerimoniale o fare da ambasciatore per tagliare nastri durante gli eventi ufficiali. Francesco vuole incidere, vuole mettere la sua competenza al servizio delle scelte tecniche e del rapporto quotidiano con la squadra.
L’obiettivo dichiarato, seppur sottotraccia, è quello di un ruolo alla Paolo Maldini, una figura di garanzia tecnica che possa affiancare professionisti come Massara nella scelta dei calciatori e nella gestione dell’area sportiva. Ranieri lo sa bene quando afferma di augurarsi che possa essere «davvero utile alla Roma», sottolineando come l’utilità debba passare per il campo e per l’aspetto tecnico, ovvero dove Totti sa muoversi meglio di chiunque altro. Se i Friedkin sapranno offrire una delega operativa reale, evitando di trasformarlo in un semplice gagliardetto da esibire nelle riunioni di Lega, il matrimonio del centenario potrebbe davvero celebrarsi. Altrimenti, resterà l’ennesimo capitolo di una narrazione fatta di sogni che non riescono a trasformarsi in realtà concreta. La città aspetta, sospesa tra la speranza di riabbracciare il suo simbolo e il timore di vederlo ancora una volta ai margini delle decisioni che contano.