
Lazio, è emergenza difesa. Sarri e il recupero di Romagnoli
La situazione in casa biancoceleste si fa critica proprio nel momento in cui il calendario mette di fronte alla Lazio la delicata sfida dello Stadium contro la Juventus. Il muro difensivo che aveva caratterizzato la prima parte della stagione sembra essersi improvvisamente sgretolato sotto i colpi della sfortuna e delle contingenze del mercato di gennaio, lasciando Maurizio Sarri con pochissime opzioni per comporre il reparto arretrato. Oltre alla squalifica di Luca Pellegrini, si è aggiunto il pesante forfait di Manuel Lazzari, fermato da una lesione al polpaccio che lo costringerà ai box per almeno tre settimane. In questa condizione di emergenza totale, restano soltanto tre terzini di ruolo a disposizione del tecnico toscano per affrontare i bianconeri, rendendo quasi provvidenziale la permanenza a Roma di Nuno Tavares. Il terzino portoghese è stato a lungo corteggiato dal Besiktas, che era arrivato a offrire 13 milioni di euro per l’obbligo di riscatto, ma l’epilogo della trattativa ha sorriso alla Lazio proprio sul traguardo della chiusura del mercato turco.
Il Comandante, fedele alla sua filosofia di non interferire nelle decisioni societarie legate alle compravendite, si trova ora a dover puntare tutto proprio su Tavares, del quale ha apprezzato lo spirito mostrato negli ultimi scampoli di gara contro il Genoa. La presenza del portoghese dal primo minuto è ormai una certezza, ma la sua spiccata propensione offensiva obbliga l’allenatore a profonde riflessioni sulla copertura della fascia sinistra, resa ancora più scoperta dall’assenza per infortunio di Mattia Zaccagni. Per sostituire l’esterno azzurro, lo staff tecnico sta valutando diverse opzioni tattiche: la prima riguarda lo spostamento di Cancellieri, ritenuto più adatto a garantire i raddoppi difensivi, mentre la seconda vedrebbe il ritorno di Daniel Maldini nel suo ruolo naturale. In quest’ultimo caso, il gigante Ratkov potrebbe agire da terminale offensivo per sfruttare i cross di Tavares, con Boulaye Dia che resta in ballottaggio nonostante qualche acciacco fisico e un recente permesso familiare per la nascita del figlio.
Sul fronte dei difensori centrali, la situazione sembra lentamente normalizzarsi dopo giorni di alta tensione mediatica. Il caso legato ad Alessio Romagnoli, la cui cessione all’Al-Sadd è sfumata lasciando strascichi polemici con la presidenza, si sta risolvendo nel silenzio del campo di allenamento. Nonostante un affaticamento muscolare che lo tormentava dalla trasferta di Como, l’ex capitano milanista è tornato in gruppo e potrebbe addirittura scendere in campo da titolare allo Stadium, sebbene incomba il ravvicinato impegno di Coppa Italia contro il Bologna. Anche Patric ha ripreso la preparazione con i compagni, ma lo staff medico predica la massima cautela per evitare ricadute dopo l’ennesimo stiramento al polpaccio subito all’inizio di gennaio. La coppia composta da Gila e Provstgaard non ha convinto pienamente nell’ultima uscita, evidenziando una fragilità che ha portato la squadra a incassare 9 dei 21 gol totali proprio nel corso dell’ultimo mese.
Sarri è dunque impegnato in una difficile ricerca di stabilità, cercando di sopperire alla mancanza del dinamismo di Guendouzi attraverso esperimenti a centrocampo che coinvolgono Basic e Taylor. In questo scenario, non è escluso l’esordio del giovane talento Przyborek, che dovrà però essere inquadrato tatticamente prima di poter dare il suo contributo effettivo. La speranza dei tifosi è affidata anche alla cabala e ai segnali del destino, che spesso hanno visto Danilo Cataldi protagonista di gol pesanti proprio nei minuti finali o nelle sfide contro la Juventus. In un momento in cui il mercato sembra aver aperto voragini mentali all’interno dello spogliatoio, la Lazio è chiamata a ritrovare quella compattezza e quella solidità che le avevano permesso di sognare in grande nella prima metà del campionato. Come suggerito dall’ambiente biancoceleste, si spera in un «recupero» totale non solo dei giocatori, ma anche dello spirito combattivo necessario per uscire indenni da Torino.