
Roma, dopo un inseguimento folle arrestati due rapinatori peruviani
Le strade di Roma si sono trasformate improvvisamente nel set di un’azione cinematografica ad alta tensione, ma senza telecamere o attori professionisti a coordinare i movimenti. Protagonista della vicenda è stata una coppia di cittadini peruviani, rispettivamente di 58 e 36 anni, che ha seminato il panico tra diversi quartieri della capitale nel disperato tentativo di sfuggire alla cattura. Tutto ha avuto inizio martedì mattina intorno alle dieci, quando gli agenti del commissariato Appio hanno riconosciuto una vecchia conoscenza alla guida di una Fiat Panda nei pressi di Colli Albani. L’uomo al volante, un 58enne che secondo i registri dell’autorità giudiziaria avrebbe dovuto trovarsi confinato tra le mura domestiche per scontare una misura cautelare, stava invece perlustrando la zona alla ricerca di potenziali prede insieme a un complice più giovane. I poliziotti, intuendo le intenzioni dei due, hanno deciso di seguirli a distanza senza intervenire immediatamente, osservando con discrezione i loro spostamenti fino al parcheggio del centro commerciale di via Rigamonti, nel quadrante dell’Eur.
Il modus operandi della coppia era ormai consolidato e mirava a colpire i soggetti più vulnerabili nei momenti di distrazione legati alle attività quotidiane. Una volta individuata una vittima ideale, un’anziana signora di ottant’anni appena uscita dal supermercato con le buste della spesa, i due sono entrati in azione con una sincronia che tradiva una certa esperienza nel settore. Mentre il complice più anziano restava in auto con il motore acceso pronto alla fuga, il 36enne è sceso rapidamente per avvicinarsi alla donna impegnata a caricare il portabagagli. Con una scusa banale ha cercato di distrarre la vittima, puntando alla borsa lasciata momentaneamente incustodita sui sedili anteriori dell’abitacolo. È stato in quel preciso istante che gli agenti hanno deciso di palesarsi, tentando di bloccare i malviventi proprio mentre il reato veniva consumato. Tuttavia, la situazione è degenerata in pochi secondi: il ladro è riuscito a divincolarsi, saltando a bordo della Panda in movimento che ha cercato di aprirsi la strada anche a costo di travolgere gli agenti presenti sul posto.
Ciò che è seguito è stato un inseguimento di circa un’ora che ha attraversato mezza città, lungo oltre trenta chilometri. La fuga è partita dall’Eur per snodarsi attraverso l’Appio e la zona di Grotta Perfetta, tra lo stupore dei passanti e degli automobilisti che si sono trovati involontariamente coinvolti in una corsa folle. I banditi non hanno esitato a speronare diverse vetture regolarmente parcheggiate pur di guadagnare metri preziosi sulle volanti e sulle autoradio che, nel frattempo, si erano messe alle loro calcagna coordinando i rinforzi. Una testimone che ha assistito ai passaggi più concitati della vicenda ha descritto la scena con parole emblematiche: «sembrava una fiction televisiva». La corsa è proseguita senza sosta verso il Grande raccordo anulare, dove i fuggitivi si sono diretti verso lo svincolo per via Aurelia. Durante il tragitto, in un estremo tentativo di disfarsi delle prove che li avrebbero inchiodati, i due hanno lanciato dal finestrino la borsa appena sottratta, poi fortunatamente recuperata da un passante e consegnata tempestivamente alle autorità.
Il cerchio si è infine chiuso in via degli Estensi, nel quartiere di Bravetta, dove le forze dell’ordine sono riuscite ad accerchiare definitivamente la vettura dei fuggitivi dopo il lungo inseguimento ininterrotto. I due uomini sono stati tratti in arresto con l’accusa di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, mentre al conducente è stato contestato anche il reato di evasione dai domiciliari. La borsa, contenente denaro, carte di credito e il telefono cellulare, è stata restituita alla legittima proprietaria che ha potuto così tirare un sospiro di sollievo dopo il grande spavento iniziale.
M.M.