
Agguato a Santa Palomba, 55enne investita e presa a bastonate
L’appuntamento tra vicine di casa avrebbe dovuto essere un semplice chiarimento, ma si è trasformato in una trappola mortale tra i vialetti di via dei Papiri, nel complesso di case popolari verso Santa Palomba. La violenza è esplosa in un istante, trasformando il tardo pomeriggio di lunedì in un teatro di brutalità che ha lasciato una donna di 55 anni a lottare tra la vita e la morte. Quello che era iniziato con grida e insulti è degenerato rapidamente quando un uomo di 78 anni, padre di una delle contendenti, ha deciso di intervenire utilizzando una mazza per infierire sulla vicina di casa di sua figlia. Ma l’orrore non si è fermato alle percosse fisiche: l’epilogo drammatico ha visto l’utilizzo di un’automobile come una vera e propria arma impropria per chiudere i conti in sospeso.
Le indagini condotte dagli agenti del commissariato Esposizione hanno permesso di ricostruire una dinamica agghiacciante, supportata dai rilievi della polizia scientifica e dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. I fotogrammi catturati dagli occhi elettronici mostrano chiaramente la sequenza del tentato omicidio: dopo il pestaggio iniziale, la figlia 34enne dell’aggressore si è messa al volante della propria vettura e ha investito la vittima per ben tre volte, trascinandola sullo sterrato. In quei momenti di puro delirio, il padre non solo non ha cercato di fermare la follia della figlia, ma l’avrebbe incitata a concludere l’opera gridando con ferocia «Ammazzala». Solo l’intervento tempestivo di un residente, attirato dalle urla strazianti della vittima, ha evitato il peggio, allertando i soccorsi mentre i due assalitori cercavano di far perdere le proprie tracce.
La fuga dei due aggressori è durata poco. Il padre è stato rintracciato all’interno del pronto soccorso del policlinico di Pomezia, dove secondo gli inquirenti stava tentando di nascondersi per sfuggire alla cattura simulando forse un malore o una necessità medica. La figlia, invece, è stata intercettata mentre vagava senza meta lungo il litorale romano, ancora a bordo dell’auto utilizzata per il brutale investimento. Entrambi si trovano ora in carcere con l’accusa di tentato omicidio in concorso. Nel frattempo, le condizioni della vittima restano estremamente critiche: dopo un primo passaggio all’ospedale dei Castelli, la donna è stata trasferita d’urgenza nel reparto di terapia intensiva del policlinico Tor Vergata, dove i medici mantengono la prognosi riservata a causa delle gravissime lesioni riportate durante l’aggressione e i ripetuti impatti.
Il contesto in cui è maturato questo crimine aggiunge ulteriori ombre alla vicenda. Via dei Papiri non è una strada qualunque, ma il cuore di quello che i magistrati della Direzione distrettuale antimafia definiscono il Fortino. Si tratta di un quadrante isolato, circondato dalla campagna e recintato, noto per essere una delle piazze di spaccio più attive della zona sud della Capitale. La storia di questi caseggiati è intrecciata con figure di spicco della criminalità organizzata, come dimostrato dalla maxi operazione del 2022 che portò all’arresto di decine di persone, tra cui esponenti legati alla storica Banda della Magliana. Gli investigatori sospettano che dietro la ferocia di lunedì non vi sia solo una banale lite tra vicini di casa, ma dinamiche ben più profonde legate a debiti non saldati o ritorsioni maturate all’interno di questo enclave criminale.
Il movente resta dunque l’obiettivo principale del lavoro degli inquirenti, che stanno scavando nei rapporti personali e professionali dei tre protagonisti, tutti residenti nello stesso complesso popolare. La ferocia dimostrata e il tentativo di omicidio compiuto con una tale determinazione suggeriscono un rancore accumulato nel tempo o la necessità di lanciare un segnale punitivo esemplare all’interno del quartiere. Il destino della donna ferita rimane ora appeso a un filo, mentre la giustizia tenta di fare luce definitiva su un pomeriggio di follia.