
Roma Est, rotta una condotta su via Prenestina: resta l’emergenza acqua
La notte appena trascorsa è stata segnata dal lavoro incessante dei tecnici di Acea, impegnati nel difficile tentativo di arginare una crisi idrica che ha messo a dura prova il quadrante orientale della capitale. La rottura improvvisa di una condotta principale lungo via Prenestina ha lasciato migliaia di cittadini con i rubinetti a secco per quasi un’intera giornata, creando disagi logistici e igienici che solo nelle ultime ore stanno trovando una parziale e graduale risoluzione. Nonostante l’intervento massiccio di cinque squadre specializzate, la situazione sul territorio non è ancora tornata alla piena omogeneità e diverse zone continuano a fare i conti con la mancanza di pressione, mentre la normalità fatica a ristabilirsi in modo definitivo in ogni abitazione.
Il cuore del problema è stato individuato con precisione all’altezza del civico 916 di via Prenestina, in zona Tor Tre Teste, dove un antico sifone ha ceduto provocando la dispersione immediata di oltre cinquantamila litri di preziosa risorsa idrica. La particolarità e la complessità del guasto risiedono nell’estrema vetustà dell’infrastruttura colpita, situata peraltro all’interno di una proprietà privata occupata da un’azienda. A sottolineare la rarità e la criticità tecnica dell’intervento è stato il presidente del V Municipio, Mauro Caliste, il quale ha spiegato come a cedere sia stato un elemento di una conduttura risalente addirittura al diciassettesimo secolo, un dettaglio che spiega anche la delicatezza delle manovre necessarie per la saldatura e il riavvio del flusso. Le sue parole hanno evidenziato la natura storica del manufatto definendolo un impianto «del 600».
La mappa dei disservizi ha disegnato un perimetro vasto e densamente popolato che ha coinvolto in prima battuta i quartieri di Tor Pignattara, Villa Gordiani e Tor Tre Teste, estendendosi progressivamente verso il Pigneto, il Collatino e Tor Sapienza. Le segnalazioni dei residenti esausti hanno saturato i canali di comunicazione istituzionale per ore, descrivendo una situazione di estrema difficoltà in strade specifiche come via Anghiari, via Gentile da Mogliano, via di Villa Lauricella, via Capitan Ottobono e via Ascoli Piceno. Problemi analoghi sono stati riscontrati anche lungo la circonvallazione Casilina e in una parte consistente del VI Municipio, toccando aree periferiche ma popolose come Colle Prenestino, Colle Monfortani e Prato Fiorito.
I primi segnali concreti di miglioramento sono arrivati poco prima dell’alba, quando il flusso ha ripreso lentamente a scorrere nelle condutture del quartiere Pigneto e nell’area di Malatesta, interessando positivamente via dell’Acqua Bullicante. Notizie incoraggianti sono giunte successivamente anche da piazza dei Cardinali, via Antonio Tempesta e via Pisino, ma la conta dei quadranti ancora in sofferenza rimane purtroppo significativa. Villa Gordiani, una parte di via della Stazione Prenestina e via Alessi rappresentano ancora i punti più critici dove l’erogazione non è stata ripristinata regolarmente, spingendo centinaia di famiglie a sollecitare aggiornamenti continui sulla tempistica definitiva per il ritorno alla normalità.
Oltre al pesante disagio domestico, l’emergenza ha avuto ripercussioni dirette sul sistema scolastico locale e sulla viabilità del quadrante est. Dopo la chiusura precauzionale di diversi plessi avvenuta nella giornata di ieri, oggi le attività didattiche sono riprese ma con alcune limitazioni necessarie. Per consentire le fondamentali operazioni di pulizia e igienizzazione dei locali, molti istituti hanno scelto di posticipare l’ingresso degli studenti alle ore nove e trenta, cercando così di garantire la sicurezza sanitaria in attesa che la pressione idrica torni ai livelli standard di esercizio. La riparazione eseguita nella notte rappresenta un punto di svolta fondamentale, ma la fragilità di una rete così antica pone ancora una volta seri interrogativi sulla manutenzione delle infrastrutture romane.