
Roma e Parigi festeggiano 70 anni di gemellaggio, il viaggio di Gualtieri
Il legame che unisce Roma e Parigi non è mai stato una semplice questione di protocollo diplomatico, ma un intreccio di sentimenti e reciproca ammirazione che dura da sette decenni. Lo ha confermato con un sorriso il sindaco Roberto Gualtieri, volato nella capitale francese per celebrare il settantesimo anniversario di un gemellaggio storico. L’atmosfera, distesa e conviviale, ha subito richiamato alla mente la celebre intuizione di Jean Cocteau, secondo cui «gli italiani? Sono dei francesi di buonumore». La giornata parigina del primo cittadino romano è iniziata con un pranzo istituzionale all’Hôtel de Rochefoucauld-Doudeauville, sede dell’Ambasciata d’Italia, segnando l’inizio di una serie di appuntamenti pensati per celebrare quella che è stata definita un’amicizia urbana speciale.
Secondo Gualtieri, questo rapporto rappresenta «un colpo di fulmine secolare, un’attrazione reciproca, che negli anni ha prodotto intrecci profondi grazie ai quali le nostre culture si sono arricchite». Uno dei pilastri di questa unione è indubbiamente il cinema, inteso come linguaggio universale capace di abbattere ogni confine. Insieme alla sua omologa Anne Hidalgo, il sindaco ha inaugurato uno spazio verde dedicato alla memoria dell’indimenticabile Monica Vitti e un viale intitolato a Lea Massari, due icone che hanno saputo dialogare costantemente con la cultura francese. Ricordando capolavori come L’eclisse di Michelangelo Antonioni, Gualtieri ha sottolineato come «il cinema è stata un’arte che ha contribuito a rafforzare le nostre relazioni», ringraziando la città di Parigi con un sentito «grazie per questo atto d’amore» durante lo svelamento delle targhe commemorative.
La celebrazione si è spostata poi sul piano visivo e artistico grazie alla mostra fotografica Paris-Roma, curata dalla Fondazione Alinari e allestita gratuitamente attorno al perimetro dell’Hôtel de Ville. Quarantadue scatti che mettono a nudo le affinità elettive tra le due capitali, mostrandole quasi come specchi l’una dell’altra. In questa cornice densa di storia, Gualtieri ha ricevuto la prestigiosa Medaglia Grand Vermeil, un riconoscimento che ricalca il valore simbolico della Lupa capitolina. Oltre alle immagini del passato, l’attenzione si è rivolta al futuro e alla gestione del territorio. Il sindaco di Roma ha espresso pubblico apprezzamento per le politiche di rigenerazione urbana portate avanti da Hidalgo, lodando gli interventi di depavimentazione, riforestazione e la creazione di zone pedonali per combattere le emissioni di carbonio, auspicando che Roma e Parigi possano continuare a essere il motore di un’Europa democratica e unita.
L’integrazione europea e la responsabilità condivisa sono stati temi centrali nel discorso di Gualtieri, il quale ha ribadito la necessità di un salto di qualità nel cammino comune dell’Unione Europea, fondato su valori quali fraternità e solidarietà. Ma la giornata non è stata fatta solo di politica e urbanistica. La conclusione è stata affidata alla musica, con l’esibizione di Giorgio Poi, artista italiano molto apprezzato dal pubblico d’oltralpe. In un momento di grande coinvolgimento, lo stesso Gualtieri è salito sul palco per accompagnare alla chitarra il musicista in una versione di Estate di Bruno Martino, raccogliendo gli applausi convinti dei presenti. Tra le suggestioni portate in valigia, spicca anche il ritorno a Parigi dopo due secoli e mezzo del Panorama di Louis Le Masson, un’opera del 1779 che cattura la luce del tramonto romano attraverso quindici diverse angolazioni ottiche.
Il viaggio si è chiuso con una riflessione sulle differenze amministrative tra le due realtà. Parigi gode dal 1975 di uno statuto speciale che le conferisce poteri d’intervento molto ampi, un modello che Roma osserva con interesse mentre si avvia verso la fase decisiva della riforma dei propri poteri. Mentre le celebrazioni per il gemellaggio volgono al termine, resta la sensazione che, proprio come dicono i francesi, tutto si tenga: la cultura, la musica, la gestione della città e la visione politica di due capitali che, oggi più che mai, marciano di pari passo verso le sfide della modernità.