
Roma, Giorgia Meloni visita i militari impegnati a Stazione Termini
Il sole non era ancora alto sopra i binari della Stazione Termini quando la presidente del Consiglio ha deciso di segnare il territorio con un’azione di presenza fisica e politica. Avvolta in un cappotto di panno grigio per schermarsi dal freddo pungente della capitale, Giorgia Meloni si è presentata davanti ai militari dell’Esercito, circondata dai berretti blu dell’Aves e da quelli amaranto della Folgore appartenenti al Terzo reggimento Savoia cavalleria. Tra selfie, sorrisi e strette di mano, la premier ha voluto inviare un segnale inequivocabile, successivamente affidato ai canali social per raggiungere il grande pubblico nel pomeriggio. Attraverso un post chiaro e diretto, ha rivendicato la scelta di potenziare i presidi nelle zone calde della città, accompagnando le immagini con parole che non lasciano spazio a interpretazioni circa la volontà dell’esecutivo di proseguire su questa strada.
«Altro che depotenziamento di Strade Sicure. Alla Stazione Termini e al Colosseo arrivano i carri Puma dell’Esercito italiano», ha spiegato Meloni. Con questo annuncio, la leader di Fratelli d’Italia ha voluto mettere un punto fermo su una questione che per settimane ha animato il dibattito interno alla maggioranza di centrodestra. La premier ha sottolineato l’importanza del ringraziamento ai militari impegnati quotidianamente nelle città per la difesa della sicurezza dei cittadini, blindando di fatto un’operazione che sembrava essere finita sotto la lente di ingrandimento per una possibile rimodulazione.
La vicenda si inserisce in un contesto di visioni differenti tra i vari attori del governo. Da una parte il ministro della Difesa Guido Crosetto, che da tempo suggerisce la necessità di riorganizzare l’impiego dei circa settemila militari attualmente dispiegati sul suolo nazionale. Dall’altro lato della barricata si trova la Lega di Matteo Salvini, che ha trasformato la permanenza dell’esercito nelle strade in una bandiera identitaria, richiamando le origini del progetto nato sotto l’ultimo governo Berlusconi.
Il blitz della premier sembra voler chiudere la contesa, mettendo la propria firma su una strategia che non arretra. Subito dopo l’uscita di Meloni, il partito si è compattato seguendo la scia della leader. «I tre blindati Puma schierati dal ministro Crosetto in aree particolarmente critiche di Roma, come la stazione Termini e il Colosseo, vanno nella direzione di aumentare la sicurezza delle grandi città e di recuperare queste zone che per colpa della sinistra sono diventate zone franche per criminali e spacciatori», ha confermato il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami.
Il nuovo assetto prevede che i mezzi corazzati presidino Piazza dei Cinquecento e via Giolitti fino all’una del mattino, integrando i dispositivi già coordinati dalla Questura. In attesa del pacchetto sicurezza e delle nuove norme contro la microcriminalità urbana, la presidente del Consiglio ha chiarito che su questo terreno non accetterà sorpassi dagli alleati, né incertezze tattiche.