
Anche per i tifosi di Lazio e Napoli scatta il blocco alle trasferte
Era inevitabile. Dopo quanto già accaduto per le tifoserie di Roma e Fiorentina, la scure del Viminale si è abbattuta questa volta sui sostenitori della Lazio e del Napoli. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha infatti firmato il decreto che dispone il divieto assoluto di seguire le due squadre lontano dalle mura amiche fino alla conclusione della stagione agonistica. Questa decisione rappresenta una «eredità» pesantissima per le società coinvolte, scosse dalle immagini dei folli scontri avvenuti domenica scorsa lungo l’autostrada A1, nel tratto compreso tra Ceprano e Frosinone.
La dinamica dei fatti ha evidenziato una pianificazione della violenza che le autorità hanno deciso di contrastare con il pugno di ferro. Decine di soggetti, approfittando degli incroci stradali tra chi rientrava dal Salento e chi era diretto verso il Nord, hanno dato vita a una guerriglia urbana con volti coperti e armati di bastoni, per poi dileguarsi rapidamente all’arrivo delle forze dell’ordine a bordo di minivan e automobili. L’attività investigativa ha già portato all’identificazione di ottanta tifosi biancocelesti, per i quali sono in arrivo numerosi provvedimenti di Daspo. Il divieto imposto dal ministro non lascia spazio a interpretazioni: per i sostenitori della Lazio, il recente viaggio a Lecce è stato l’ultimo di questa stagione, segnando la fine della possibilità di esporre bandiere e stendardi nei settori ospiti di tutta Italia.
L’impatto di questa misura si farà sentire già a partire dalla prossima trasferta a Torino contro la Juventus, prevista per l’8 febbraio, e peserà enormemente anche nell’appuntamento dei quarti di finale di Coppa Italia a Bologna l’11 febbraio. Zaccagni e compagni si troveranno a dover affrontare la parte cruciale del campionato senza il sostegno del proprio pubblico, un elemento che in un momento di difficoltà tecnica potrebbe rivelarsi decisivo. L’unica parziale eccezione in questo calendario di restrizioni è rappresentata dal derby della Capitale previsto per il fine settimana del 17 maggio. In quell’occasione, pur giocando formalmente fuori casa, la Lazio rimarrà all’interno del perimetro cittadino e il blocco non troverà applicazione, offrendo l’unica reale possibilità di vedere i tifosi al seguito della squadra da qui alla fine del torneo.
Questa linea di condotta del Ministero riflette la volontà di debellare una tendenza pericolosa che rischia di trasformare le principali arterie stradali nazionali in zone di conflitto, mettendo a repentaglio la sicurezza di cittadini che nulla hanno a che fare con le dinamiche del tifo organizzato. Se da un lato il provvedimento punisce severamente le frange violente, dall’altro potrebbe paradossalmente influenzare la situazione interna allo Stadio Olimpico. Con l’annunciato sciopero del tifo per la gara interna contro il Genoa, la dirigenza biancoceleste spera che la mancanza di trasferte possa spingere i sostenitori a ricompattarsi attorno alla squadra nelle gare casalinghe, tornando a riempire gli spalti nonostante il clima di contestazione che si respira in questi giorni.