
Arrestato in Finlandia uno degli aggressori dello Youtuber Cicalone
E’ stato arrestato in Finlandia uno degli autori del brutale pestaggio ai danni dello Youtuber Simone Cicalone, avvenuto qualche settimana fa alla fermata Ottaviano della metro romana. Si tratta di Marian Florin Bratu, un uomo di 32 anni ufficialmente residente in Romania e senza fissa dimora in Italia. L’indagato era stato identificato dagli investigatori romani poco dopo il violento episodio, ma era riuscito a far perdere le proprie tracce, spingendo le autorità a emettere un mandato di arresto europeo. Il sospetto che l’uomo avesse lasciato l’Italia era stato alimentato anche dall’attività sui social network degli indagati, che in alcuni video sembravano suggerire una fuga oltre confine per sottrarsi alle forze dell’ordine capitoline.
Il paradosso di questa cattura risiede nel fatto che l’arresto in terra finlandese non è scaturito direttamente dall’indagine italiana, bensì da altri reati commessi da Bratu proprio in Scandinavia. È stato solo grazie ai controlli incrociati nelle banche dati internazionali effettuati dalla polizia locale che è emersa la pendenza del mandato europeo e del decreto di custodia cautelare in carcere emesso dal gip di Roma. Attualmente l’indagato, assistito dall’avvocato Massimo Titi, ha già espresso il proprio consenso all’estradizione, e si attende ora soltanto il via libera formale della corte finlandese per il suo trasferimento definitivo in Italia. I fatti che lo porteranno davanti ai giudici romani risalgono a una mattina concitata di metà novembre, quando Cicalone, noto per i suoi video di denuncia contro il degrado e i borseggiatori nelle stazioni romane, è stato accerchiato e picchiato davanti alle biglietterie automatiche sotto lo sguardo dei pendolari.
La dinamica di quel giorno è stata ricostruita con precisione grazie al materiale video girato da Evelina, la videomaker che accompagna abitualmente lo youtuber, e alle riprese del sistema di videosorveglianza della stazione. Cicalone era stato abbattuto da un pugno improvviso e successivamente colpito con due violenti calci alla testa che gli avevano causato la perdita dei sensi. È stato lui stesso, una volta ripresosi, a spiegare come fosse avvenuta l’aggressione: «Si tratta di volti già visti, ma relativamente “nuovi” tra i borseggiatori. Li stavamo riprendendo mentre stavano dietro le biglietterie automatiche. Sappiamo che ci sono anche persone specializzate nel rubare i codici delle carte di credito quando i turisti acquistano i titoli di viaggio. Erano in tre, ci stavamo parlando. Con noi c’erano due guardie giurate. I toni si sono accesi quando hanno visto che stavamo chiamando le forze dell’ordine, anche uno di loro ha preso il telefono. Ha chiamato i rinforzi. Tre secondi dopo sono arrivati altri sette uomini. Non dei ragazzini, avevano circa 30 anni, si capiva che erano dei capi».
L’intervento di questo commando organizzato ha coinvolto non solo lo youtuber ma anche le due guardie giurate incaricate della sua protezione, che hanno riportato ferite giudicate guaribili in pochi giorni. Per Simone Cicalone, invece, le conseguenze fisiche sono state decisamente più gravi, con una prognosi complessiva di 42 giorni. Oltre a Bratu, l’ordinanza di custodia cautelare riguarda altre tre persone, tutte accusate a vario titolo di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.