
Radiologo sospeso e denunciato: filmava di nascosto le pazienti minorenni
Un 31enne radiologo romano è al centro di un caso che ha sconvolto l’intero mondo sanitario. L’uomo, fino a poco tempo fa stimato negli ambienti professionali per la sua competenza e discrezione, nascondeva un lato oscuro: le indagini, infatti, hanno svelato un archivio segreto di foto e video che ritraevano donne e ragazzine riprese durante visite mediche, senza alcun consenso. “Si divertiva a immortalare i corpi delle pazienti con un atteggiamento di compiacimento inquietante”, raccontano gli inquirenti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il medico piazzava di nascosto il proprio smartphone per catturare immagini che nulla avevano a che fare con la diagnostica. In molti filmati ordinava alle pazienti di assumere posizioni inappropriate, fingendo che fossero necessarie per l’esame medico. “Non si fermava neppure davanti alle più giovani”, sottolineano gli agenti che hanno condotto le indagini. In diversi casi, le vittime erano minorenni, due di loro addirittura bambine di soli 10 e 12 anni.
Il caso è esploso nell’ottobre del 2024, quando una 17enne si è accorta del cellulare posizionato vicino a lei durante la visita. Ha immediatamente riferito tutto alla madre, che ha fatto irruzione nello studio, mentre il medico tentava di chiudersi in una stanza adiacente. La donna ha chiamato la polizia e, dopo un iniziale rifiuto di aprire la porta, il dottore si è arreso agli agenti del commissariato Flaminio Nuovo. Aveva appena cancellato le prove dal suo telefono, ma ciò non è bastato a coprire le tracce: gli investigatori, coordinati da Nicola Giantomasi, sono riusciti a recuperare ben 57 filmati, dai quali sono state identificate 20 vittime.
In uno dei casi più toccanti, un’amica d’infanzia del radiologo si è trovata tra le persone immortalate: “Quando si è vista in quelle immagini è scoppiata in lacrime”, hanno riferito gli agenti. La scoperta ha scatenato rabbia e incredulità tra le famiglie coinvolte. Uno dei padri delle bambine filmate aveva perfino pensato di farsi giustizia da solo; l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha evitato il peggio.
L’inchiesta, condotta dalla pm Vittoria Bonfanti e dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, ha permesso di risalire a due anni di abusi, dal 2023 al 2024, commessi in diversi centri privati tra Roma nord, Roma est e Ostia. Le strutture sanitarie in cui il medico lavorava erano ignare di tutto e, dopo la notizia, colleghi e superiori sono rimasti sotto shock. “Sembrava una persona riservata, quasi timida. Mai avremmo pensato a un comportamento simile”, ha dichiarato un collega.
Il 31enne è stato sospeso dall’Ordine dei medici e dall’attività professionale. Deve ora rispondere di violenza sessuale aggravata e continuata, abuso di potere e possesso di materiale intimo ottenuto senza consenso, con l’aggravante della minore età in alcune delle vittime. Il processo chiarirà responsabilità e dinamiche precise.
M.M.