
“50 Pasolini” al Teatrosophia: in scena il mistero di Petrolio
Il panorama culturale romano si arricchisce di un appuntamento di grande spessore intellettuale con l’arrivo in scena di uno spettacolo interamente dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, uno dei pensatori più complessi e dibattuti del XX secolo. La pièce, intitolata 50 Pasolini e sottotitolata con un richiamo suggestivo a Caravaggio, Giordano Bruno e Petrolini, sarà in scena al Teatrosophia dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026. Scritto, diretto e interpretato da Stefano de Majo, il lavoro si concentra su quella che è unanimemente considerata l’opera più ambiziosa, oscura e discussa dello scrittore friulano, ovvero Petrolio. Questo testo, rimasto incompiuto e consegnato alle stampe solo postumo nel 1992, rappresenta una sorta di testamento spirituale e politico, un tentativo estremo di smascherare le dinamiche occulte che regolano il potere moderno e le sue trasformazioni più inquietanti.
L’approccio di Stefano de Majo si configura come un viaggio visionario e immaginifico che scava all’interno dei frammenti di Petrolio per ricostruire una narrazione perturbante. Lo spettacolo non si limita a una semplice trasposizione didascalica, ma cerca di restituire quella disperata vitalità che Pasolini ha sempre rivendicato, descrivendola come un’energia in anticipo sulla vita stessa ma perennemente in ritardo sulla morte. La messa in scena si avvale delle coreografie curate da Marika Brachettoni e del visual design di Paul Harden, elementi che contribuiscono a creare una pièce dalle tinte forti, capaci di oscillare tra il sublime e il violento, tra la lirica più pura e la sporcizia del reale. Questa pluralità di linguaggi serve a profetizzare un volto unico attraverso la sovrapposizione di tanti profili differenti, richiamando l’estetica caravaggesca e la tensione eretica di Giordano Bruno.
Il nucleo centrale della rappresentazione risiede nella capacità di Pasolini di guardare oltre il proprio tempo, offrendo ammonimenti che risuonano ancora oggi con straordinaria attualità. Una delle dichiarazioni più potenti inserite nel testo drammaturgico recita infatti che «Io sono sceso all’inferno, ma se ora torno, se torno, è per annunciarvi che l’inferno, sta salendo da voi». Queste parole sottolineano la missione profetica di un intellettuale che ha accettato il rischio dell’eccesso pur di mostrare le contraddizioni di una società in rapida mutazione. La produzione è affidata alla Laros di Gino Cauda, che ha scommesso su un progetto capace di unire la riflessione filosofica alla potenza visiva dell’azione teatrale.
Oltre al valore artistico della proposta, l’esperienza presso il Teatrosophia mantiene la sua caratteristica dimensione conviviale. Al termine di ogni replica, infatti, la struttura avrà il piacere di offrire al pubblico il consueto aperitivo, un momento pensato per favorire l’incontro e la condivisione tra gli artisti e gli spettatori, abbattendo la barriera tra palco e platea. Gli orari delle rappresentazioni sono fissati per il giovedì e il venerdì alle ore 21, mentre il sabato e la domenica lo spettacolo inizierà alle ore 18. Per quanto riguarda le modalità di accesso, il biglietto intero ha un costo di 15 euro a cui si aggiunge la quota della tessera associativa annuale di 5 euro, obbligatoria per tutti i partecipanti alla stagione corrente. La prenotazione può essere effettuata tramite il portale ufficiale del teatro previa registrazione all’associazione culturale, garantendo così la possibilità di assistere a un evento che promette di scuotere le coscienze attraverso la forza della parola pasoliniana.