
Omicidio Federica Torzullo: la confessione shock del marito
La tragica vicenda di Federica Torzullo ha trovato una drammatica conferma nelle aule giudiziarie, dove Claudio Carlomagno ha ammesso le proprie responsabilità davanti al giudice per le indagini preliminari. Durante l’interrogatorio di convalida del fermo, l’uomo ha fornito una ricostruzione lucida e terribile di quanto accaduto, offrendo agli inquirenti il tassello mancante per chiudere il cerchio sulla morte della moglie. Le parole pronunciate davanti al procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, hanno delineato un movente radicato nel timore di un futuro lontano dagli affetti più cari. «L’ho uccisa per non perdere l’affidamento di mio figlio», avrebbe spiegato. Il magistrato ha convalidato il fermo per l’indagato, il quale deve ora rispondere delle pesanti accuse di femminicidio e occultamento di cadavere.
Secondo quanto emerso dall’autopsia, Federica sarebbe stata colpita da 23 coltellate prima che il marito procedesse alla mutilazione di alcune parti del corpo. Durante la sua deposizione, il marito ha offerto indicazioni fondamentali per il ritrovamento dell’arma del delitto, un comune coltello da cucina rimasto all’interno dell’abitazione. Il racconto ha fissato il momento del decesso nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, al termine di una violenta discussione scaturita dalla crisi matrimoniale.
Il piano di Carlomagno sarebbe proseguito la mattina successiva, quando l’uomo avrebbe scavato una fossa per seppellire il corpo della donna, cercando contemporaneamente di eliminare ogni traccia, anche quelle digitali, distruggendo il suo smartphone. La gelosia e la scoperta di una nuova relazione di Federica avrebbero fatto da detonatore. La vittima aveva iniziato a rifarsi una vita, un cambiamento che Carlomagno avrebbe appreso solo pochi giorni prima dell’omicidio.
L’allarme era scattato quando la sorella di Federica, Stefania, non aveva più ricevuto notizie. Preoccupata dal silenzio insolito, aveva cercato di rintracciarla senza successo. In quelle ore concitate, Carlomagno avrebbe tentato di sviare le indagini utilizzando il telefono della moglie per inviare messaggi alla suocera, fingendo che tutto fosse normale e dando istruzioni sulla colazione del figlio. Tuttavia, dalle ore 8.20 del mattino, ogni comunicazione si era interrotta. La testimonianza del compagno e di un’amica della vittima saranno ora fondamentali per il processo, specialmente per chiarire se Federica avesse già manifestato timori per la propria incolumità. Nel frattempo, il figlio della coppia è stato affidato ai nonni materni, mentre l’indagato resta recluso nel carcere di Civitavecchia in attesa dei prossimi sviluppi processuali.
M.M.