
Casal Palocco, sequestrata la villa della madre che maltrattò il figlio per 20 anni
La cronaca che giunge dal quartiere residenziale di Casal Palocco racconta una storia di sofferenza profonda e sistematica, un incubo domestico durato oltre due decenni che ha trovato una prima parziale risoluzione nelle aule di giustizia. Una donna di 59 anni è stata condannata in primo grado a 4 anni di reclusione per il reato di maltrattamenti contro il figlio. Tuttavia, l’attenzione degli inquirenti e dei magistrati si è spostata negli ultimi giorni su un aspetto patrimoniale non trascurabile: il tentativo della donna di alienare l’unico bene in suo possesso, una villa appena ereditata dal valore di 750mila euro, che rappresentava la principale garanzia per il futuro risarcimento del danno alla parte offesa.
Per comprendere la gravità della situazione è necessario tornare al 1998, anno in cui, secondo le ricostruzioni della Procura, sono iniziate le vessazioni. Giovanni, che oggi ha 34 anni, ha vissuto un’infanzia e un’adolescenza segnate da un controllo ossessivo e da una violenza verbale inaudita. La madre lo apostrofava quotidianamente con espressioni di odio brutale. Insulti pesanti che sono stati ripetuti durante il dibattimento e riportati fedelmente nelle carte processuali e che erano solo la cornice di un quadro di isolamento sociale e coercizione psicologica. Il giovane veniva infatti privato dell’uso di qualsiasi tecnologia, considerata demoniaca, e costretto a sottomettersi a discutibili pratiche esoteriche.
Il racconto della vittima ha delineato una quotidianità deformata da credenze alieni e riti notturni a cui veniva forzatamente sottoposto. Giovanni era obbligato a curarsi con intrugli e pozioni preparate dalla madre, la quale esercitava un controllo totale anche sui bisogni primari. È emerso infatti che la donna avesse dotato il frigorifero di un lucchetto per impedirgli di mangiare liberamente e che arrivasse a chiuderlo in camera o in bagno per periodi lunghi fino a 12 ore. Anche il patrimonio personale del figlio non era risparmiato, poiché la donna gli sottraeva regolarmente i regali di Natale e i pochi averi accumulati. Le aggressioni fisiche sono state documentate in almeno due episodi gravi che hanno richiesto cure ospedaliere, occasioni in cui la madre tentava di depistare i medici attribuendo le ferite a cadute accidentali o tentativi di furto subiti dal ragazzo all’esterno.
La fuga da questa prigionia è avvenuta solo nel 2019, quando il giovane ha trovato la forza di denunciare tutto, supportato anche dalle testimonianze degli amici che per anni lo avevano visto trasandato e in perenne difficoltà economica. Dopo la condanna penale, la difesa del giovane ha avanzato una richiesta risarcitoria di un milione di euro in sede civile. È stato a quel punto che l’avvocato Pierluigi Nazzaro ha scoperto il tentativo della 59enne di vendere la sua quota della villa di Casal Palocco alla sorella, operazione già formalizzata con un contratto preliminare. Il tribunale ha agito con tempestività disponendo il sequestro conservativo dell’immobile, motivando il provvedimento con la presenza di «una fondata ragione che lasci desumere la mancanza o la dispersione delle garanzie di credito». Questo atto giudiziario impedisce di fatto che l’unica risorsa economica dell’imputata venga fatta sparire, assicurando che il figlio possa ottenere una qualche forma di riparazione per i vent’anni di abusi subiti.
M.M.