
Addio a Valentino: i funerali e il legame eterno con Roma
La città di Roma si prepara a dare l’ultimo saluto a uno dei suoi figli più illustri e amati, Valentino Garavani, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama della cultura e dello stile internazionale. Il leggendario stilista si è spento ieri, 19 gennaio 2026, nella quiete della sua residenza romana all’età di 93 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari e dei collaboratori più stretti. Il legame che lo univa alla Capitale non era un semplice rapporto di residenza, ma un intreccio profondo fatto di ispirazione reciproca, dove la città eterna fungeva da musa e lo stilista ne esaltava la bellezza attraverso le sue creazioni senza tempo. Per chi desidera rendere omaggio alla salma, la camera ardente sarà allestita presso la sede della fondazione in Piazza Mignanelli 23 nelle giornate di mercoledì 21 gennaio e giovedì 22 gennaio, con orario di apertura al pubblico fissato dalle 11 alle 18. Le esequie solenni sono state invece fissate per la mattina di venerdì 23 gennaio, alle ore 11, presso la monumentale Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica.
Il percorso di Valentino a Roma rappresenta l’essenza stessa dell’eleganza italiana, un viaggio iniziato nei primi anni sessanta quando la città era il cuore pulsante della dolce vita. Fu proprio in quel clima di fermento creativo, nel luglio del 1960 presso il celebre Café de Paris in via Veneto, che avvenne l’incontro fondamentale con Giancarlo Giammetti, compagno e socio di una vita intera. Da quel momento, Valentino ha trasformato piazze e monumenti in palcoscenici d’eccezione, portando l’alta moda tra la gente comune e rendendo il suo iconico rosso un simbolo globale di prestigio. Molti ricordano ancora con emozione la grande retrospettiva del 2007 intitolata «Valentino a Roma. 45 Years of Style», un evento che vide l’antico altare dell’Ara Pacis trasformarsi in un tempio della creatività contemporanea. Non meno spettacolari furono le celebrazioni per i suoi novant’anni, quando le modelle scesero la scalinata di Trinità dei Monti trasformandola in una passerella divina sotto le luci dei palazzi barocchi.
La vita quotidiana dello stilista si divideva tra due luoghi simbolo che incarnano perfettamente la sua dualità. Da una parte il fermento di Palazzo Gabrielli Mignanelli, hub creativo e dimora storica affacciata sulla Barcaccia, dove Valentino accoglieva il jet set internazionale e dove ha infine esalato l’ultimo respiro. Dall’altra parte la quiete monumentale della sua villa sulla Via Appia Antica, un rifugio intimo dove la storia millenaria della città faceva da cornice ai suoi momenti di riposo. Questo patrimonio di ricordi e di eccellenza non andrà perduto, poiché negli ultimi anni lo stilista ha lavorato intensamente per rendere la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti una risorsa viva per la comunità. Lo spazio espositivo ha ospitato mostre di rilievo internazionale come «Orizzonti | Rosso» o il progetto «VENUS» dell’artista Joana Vasconcelos, dimostrando come l’eredità del maestro continui a dialogare con l’arte moderna. Roma perde oggi il suo ultimo imperatore, ma il lascito di bellezza che Valentino ha seminato tra i suoi vicoli e le sue piazze rimarrà un elemento indelebile dell’identità cittadina.