
Sicurezza negli ospedali, arrivano i braccialetti Sos anti-aggressione
L’escalation di episodi di violenza che ha colpito negli ultimi mesi i presidi sanitari della Capitale ha spinto le istituzioni a varare misure tecnologiche all’avanguardia per garantire l’incolumità del personale in prima linea. La Regione Lazio ha infatti dato il via alla seconda fase operativa del progetto pilota denominato « Rilevazione aggressioni agli operatori sanitari e socio sanitari », un’iniziativa coordinata dalla Direzione regionale Salute e Integrazione. Al centro di questo piano di sicurezza ci sono dei moderni dispositivi indossabili, simili a smartwatch, progettati per fungere da vero e proprio scudo digitale per medici e infermieri che operano nei reparti più a rischio, come i pronto soccorso.
La distribuzione di questi strumenti è già iniziata e coinvolge diverse strutture chiave del territorio. Settanta camici bianchi dell’ospedale Grassi di Ostia e del Santa Maria Goretti di Latina hanno già ricevuto i dispositivi, mentre le consegne sono attualmente in corso presso grandi poli ospedalieri come il San Camillo Forlanini, il Policlinico Umberto I, il Sandro Pertini e il Santo Spirito. Prima di arrivare alla fase di distribuzione, il progetto ha richiesto una meticolosa fase preparatoria per garantire che la tecnologia non entrasse in conflitto con le normative vigenti. Come precisato ufficialmente dalla nota regionale, « dopo aver selezionato i “presidi pilota” nei Dea di I e II livello, sono stati valutati gli aspetti relativi alla privacy, protezione dei dati personali e conservazione dei dati ». Questo passaggio è stato fondamentale per assicurare che gli orologi non tengano traccia di informazioni sensibili, mantenendo l’anonimato del servizio e tutelando la riservatezza degli operatori.
Dal punto di vista funzionale, il sistema è stato studiato per essere intuitivo e immediato, caratteristiche essenziali in situazioni di emergenza dove ogni secondo può fare la differenza. Il braccialetto permette di attivare la catena dei soccorsi in appena tre secondi attraverso la pressione di un tasto rosso Sos. Una volta premuto, il dispositivo invia la posizione Gps precisa e contatta i numeri di emergenza, allertando una control room attiva 24 ore su 24. Questa centrale operativa verifica immediatamente la situazione tramite una chiamata diretta e, se confermata la minaccia, attiva le forze dell’ordine e l’Unità operativa competente. Oltre al tasto di emergenza, lo smartwatch dispone di un tasto verde per le comunicazioni di servizio e per la registrazione di messaggi vocali. Un elemento di innovazione è rappresentato dal monitoraggio costante dei parametri vitali del possessore, come battito cardiaco, pressione e temperatura. In caso di anomalie improvvise, come una caduta o una perdita di conoscenza, il sistema fa scattare un allarme automatico anche senza l’intervento manuale dell’operatore.
Questi nuovi strumenti si inseriscono in un quadro di sicurezza più ampio che ha visto, a partire dal 2023, il potenziamento dei presidi fissi di polizia all’interno degli ospedali romani. Strutture come il Sant’Andrea, il San Giovanni, il Gemelli e il Tor Vergata beneficiano già di una sorveglianza costante nelle fasce diurne, integrata da pattugliamenti serali e notturni. L’obiettivo finale è creare una sinergia perfetta tra la presenza fisica delle autorità e la tempestività garantita dalla tecnologia indossabile, riducendo drasticamente i tempi di intervento e fornendo al personale sanitario una maggiore serenità nello svolgimento del proprio delicato lavoro. La fase iniziale del progetto ha permesso di raccogliere preziose testimonianze da parte di medici e infermieri sulle loro « condizioni strutturali e le esigenze operative », portando alla creazione di un sistema che non è solo resistente a polvere e liquidi, ma è perfettamente calato nella realtà frenetica della sanità d’urgenza.