
Brutale pestaggio a Termini, 57enne in fin di vita: arrestati 4 nordafricani
La cronaca romana si tinge nuovamente di rosso per un episodio di inaudita ferocia consumatosi nel cuore pulsante della città, proprio di fronte allo scalo ferroviario principale. Un funzionario di cinquantasette anni, impiegato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è rimasto vittima di una spedizione punitiva fulminea e brutale, durata non più di quaranta secondi, che lo ha ridotto in fin di vita. L’uomo si trova attualmente ricoverato presso la terapia intensiva del Policlinico Umberto I, dove lotta contro un’emorragia subdurale e diverse fratture al volto. Nonostante la gravità del quadro clinico e lo stato di intubazione, i medici escludono l’immediato pericolo di morte, ma la dinamica dei fatti resta inquietante per le modalità con cui il branco ha agito.
L’aggressione ha avuto luogo sotto i portici all’angolo con via Cavour, un’area caratterizzata dal passaggio costante di centinaia di pendolari e turisti. Le immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza mostrano una sequenza agghiacciante: sei individui si scagliano contemporaneamente contro la vittima, colpendola con una raffica di calci e pugni. Non sono state utilizzate armi né oggetti contundenti, eppure la forza sprigionata è stata tale da causare la rottura di setto nasale, mandibola e zigomi del malcapitato. Anche dopo che il funzionario è crollato al suolo, gli aggressori hanno continuato ad accanirsi sul suo corpo prima di dileguarsi in direzioni opposte per tentare di confondere le tracce.
L’intervento della Polizia Ferroviaria, coadiuvata dalle Volanti e dalla Squadra Mobile, è stato tempestivo. Grazie all’analisi dei filmati, gli agenti sono riusciti a chiudere il cerchio su quattro dei responsabili in meno di ventiquattro ore. Si tratta di giovani di origine nordafricana, tutti con precedenti penali specifici. Tra loro figura un diciottenne egiziano con una lunga lista di reati alle spalle, tra cui rapina e porto d’armi, già colpito da un decreto di espulsione all’inizio dell’anno. Insieme a lui è stato bloccato un tunisino di venti anni, noto alle forze dell’ordine per rissa e spaccio di stupefacenti. Altri due complici sono stati intercettati nella zona di San Paolo, sorpresi subito dopo aver messo a segno un’ulteriore rapina ai danni di un cittadino.
Le indagini proseguono serrate per individuare gli ultimi due componenti del gruppo criminale, che risulterebbero già identificati. Resta ancora avvolto nel mistero il movente dell’aggressione. Dai video emerge che la vittima e il gruppo sembravano essersi scambiati sguardi prima del contatto fisico, il che suggerisce l’ipotesi di un alterco precedente o di una conoscenza sommaria, sebbene gli investigatori non escludano alcuna pista. Secondo quanto trapelato dagli uffici della Questura, “le immagini sono risultate essenziali per rintracciare i responsabili in tempi brevissimi”, confermando l’importanza della sorveglianza tecnologica in un quadrante così sensibile della Capitale.
Parallelamente all’arresto dei quattro sospettati, l’attività di pattugliamento ha portato alla luce una rete di microcriminalità diffusa che gravita attorno allo scalo ferroviario. Nella stessa serata, un’altra aggressione ai danni di un rider è avvenuta in via Manin, portando al fermo di due tunisini irregolari. Sebbene inizialmente si ipotizzasse un collegamento tra i due fatti, gli accertamenti hanno dimostrato che si è trattato di episodi indipendenti. L’operazione straordinaria ha condotto all’accompagnamento presso gli uffici immigrazione di altre sedici persone, di cui quattro destinate al centro di permanenza per i rimpatri di Ponte Galeria.
Questo nuovo caso di violenza riaccende i riflettori sulla sicurezza di un’area definita zona rossa, dove nell’ultimo anno sono stati effettuati oltre trecento arresti e controllate quasi novantamila persone.
M.M.