
Vigilante riduce in fin di vita un ladro dopo una colluttazione: arrestato
Un pomeriggio di ordinaria tensione nel quartiere di Casal Bruciato è sfociato in una tragedia brutale che ha lasciato un uomo in fin di vita e un addetto alla sicurezza in manette. Teatro dell’evento è stata la piazza Balsamo Crivelli, davanti all’ingresso del supermercato Conad, dove la violenza è esplosa con una ferocia tale da sconvolgere i residenti. Protagonista della vicenda un quarantacinquenne italiano residente in zona, attualmente ricoverato in condizioni disperate all’ospedale Sandro Pertini, e un vigilante nordafricano, arrestato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio.
La dinamica dei fatti, ricostruita dagli agenti delle Volanti, ha inizio con un banale furto: l’italiano entra nel punto vendita, occulta una bottiglia di birra sotto il giubbotto ed esce senza pagare. Nonostante l’addetto alla sicurezza si accorga del gesto, l’uomo riesce inizialmente a dileguarsi. Tuttavia, pochi minuti dopo, il quarantacinquenne fa ritorno sul posto armato di un coltello prelevato dalla propria abitazione. Secondo le testimonianze dei passanti, l’uomo avrebbe puntato con decisione il vigilante nel tentativo di colpirlo. L’addetto alla sicurezza è riuscito a disarmarlo prontamente, ma a quel punto la situazione è degenerata in un pestaggio selvaggio.
Invece di immobilizzare l’aggressore e attendere le forze dell’ordine, il vigilante si è scagliato contro l’uomo con una serie ininterrotta di calci e pugni, continuando a colpirlo anche quando questi si trovava ormai inerme a terra. I residenti, attirati dalle urla strazianti, hanno descritto una scena raccapricciante: «Era riverso in terra in un lago di sangue… quel vigilante continuava a picchiarlo, se non lo fermava la polizia avrebbe continuato». Al momento dell’arrivo del 118, la vittima aveva già perso conoscenza ed è stata trasportata in codice rosso con gravi traumi e ferite profonde.
L’arresto del vigilante è avvenuto sul posto; l’uomo, regolarmente assunto e in possesso di permesso di soggiorno, è rimasto in silenzio davanti agli agenti, visibilmente scioccato o estraniato dalla gravità delle proprie azioni. La piazza si è rapidamente riempita di curiosi e dei parenti della vittima, le cui grida di disperazione si sono unite al coro di indignazione dei residenti. Per molti, questo episodio rappresenta l’ennesima conferma della deriva di un quartiere difficile, segnato da una convivenza forzata con la microcriminalità e lo spaccio.
Casal Bruciato, zona storicamente complessa che si snoda tra via Sebastiano Satta e i lotti popolari, torna così al centro della cronaca per un fatto di sangue. Tra bische clandestine, borseggi e vicende di cronaca nera che hanno spesso occupato queste strade, le famiglie “perbene” dell’area chiedono a gran voce un intervento deciso delle istituzioni. «Basta!», è la parola che risuona tra chi vive quotidianamente in un groviglio di insicurezza, dove una birra rubata può diventare il tragico pretesto per un massacro in piena strada.
M.M.