
Aggressione contro militanti di Gioventù Nazionale, spari contro la Cgil
Roma rivive un brutto clima da “anni di piombo” in una settimana dell’Epifania segnata da un’escalation di violenza politica. Due episodi gravissimi, avvenuti in contesti differenti ma uniti da una sospetta matrice ideologica, hanno messo in allerta le forze dell’ordine: un brutale agguato ai danni di quattro militanti di Gioventù Nazionale (GN) e un attacco a colpi di pistola contro una sede della CGIL a Primavalle. Sebbene le indagini della Digos procedano su binari separati, l’aria nella Capitale si è fatta improvvisamente incandescente, proprio nei giorni della commemorazione della strage di Acca Larentia.
L’aggressione ai giovani di GN è avvenuta nel parcheggio di un supermercato in zona Appio Latino. I quattro ragazzi, di età compresa tra i 19 e i 22 anni, stavano acquistando l’occorrente per affiggere i manifesti in memoria delle vittime del 1978 quando sono stati sorpresi da un commando di circa dieci persone a volto coperto. “Ci hanno attaccati a sangue freddo con mazze, bastoni e coltelli“, ha raccontato una delle vittime. Il bilancio è di due feriti portati al San Giovanni con traumi al viso. Particolare inquietante: gli aggressori avrebbero usato walkie-talkie per comunicare, un dettaglio che suggerisce una pianificazione paramilitare per evitare intercettazioni telefoniche. Sabrina Fantauzzi, madre di due degli aggrediti e portavoce del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, ha affidato ai social un grido di dolore: “I miei figli sono vivi per miracolo, l’aria è troppo incandescente”.
Parallelamente, a Primavalle, la violenza ha colpito il sindacato. Cinque proiettili di grosso calibro sono stati esplosi contro le vetrate della sede CGIL di via Michele Bonelli. I fori, situati ad altezza d’uomo, sono stati scoperti dai dipendenti al rientro dalle festività. Secondo gli investigatori, i colpi sono stati sparati frontalmente, segno di un’azione mirata contro il sindacato, che da trent’anni opera nel quartiere senza aver mai subito minacce gravi. “Nessun’altra attività nel porticato è stata colpita“, ha osservato il segretario Roberto Iovino, confermando l’ipotesi di un attacco politico deliberato, anche se al momento mancano rivendicazioni ufficiali.
Mentre la Scientifica analizza i frammenti di ogiva rinvenuti e la Digos visiona i filmati delle telecamere di sorveglianza, la politica si interroga sulla tenuta dell’ordine pubblico. La commemorazione di Acca Larentia, svoltasi ieri in un silenzio irreale rotto solo dal triplice grido del “Presente“, è stata inevitabilmente condizionata da questi fatti di cronaca. Gli inquirenti hanno già sequestrato un coltello e una radio abbandonati dal commando dell’Appio Latino, elementi che potrebbero portare presto all’identificazione dei responsabili. Resta la preoccupazione per una deriva che rischia di trasformare nuovamente il confronto politico in uno scontro fisico e armato.
M.M.