
Roma, accampamenti nei sottopassi: degrado e allarme sicurezza

Quello degli accampamenti abusivi a Roma non è più soltanto un problema di decoro urbano, ma rappresenta ormai una questione di sicurezza pubblica. Sempre più frequenti, infatti, le segnalazioni di aggressioni verbali e fisiche da parte delle persone che vivono nei giacigli improvvisati disseminati per la città. Una realtà che sta esasperando i residenti, soprattutto nei quartieri di Marconi, Monteverde e Portuense, dove alcuni sottopassi sono diventati impraticabili, perchè trasformati in veri e propri accampamenti di senzatetto e drogati che vivono di espedienti.
Uno dei casi più gravi riguarda il passaggio che collega via Volpato con via Ettore Rolli, non lontano da piazzale della Radio. «Prima c’era solo una persona, poi sono diventate due, ora siamo a sei», racconta una 62enne, residente in via del Fornetto. «Hanno costruito vere e proprie residenze private, rendendo il sottopasso inutilizzabile. Non è solo il problema dei materassi e dei cumuli di oggetti: l’aria è irrespirabile, hanno creato una sorta di wc con i cartoni». Anche una studentessa di viale Marconi, conferma la paura: «Io lì non passo più, perché alcuni sono tranquilli, ma altri sono sempre drogati o ubriachi». E proprio i sottopassi degradati e le aree attorno alle stazioni, diventate bivacchi per disperati e luoghi dove è meglio evitare di passare a piedi dopo il tramonto, sono diventati l’obiettivo delle “spedizioni” di Youtuber come Simone Cicalone e Simone Carabella, che perlustrano tutte le zone segnalate dai loro followers per degrado e problemi di microcriminalità, spesso facendo intervenire le forze dell’ordine: in molti casi si arriva allo sgombero dei bivacchi, ma sono sgomberi temporanei, perchè i senzatetto trovano in fretta altri sottopassi dove sistemarsi alla bell’e meglio.
La vicinanza con la stazione Trastevere rende la situazione ancora più delicata. E così i turisti che arrivano da Fiumicino sono costretti ad assistere a scene raccapriccianti. Oltretutto è facile presumere che molte delle persone che oggi vivono nei sottopassi siano state sgomberate dall’ex stabilimento Mira Lanza: come a dire, si sposta il problema da una parte all’altra della città, senza risolverlo. C’è chi propone di installare telecamere di videosorveglianza come deterrente, anche se non tutti sono convinti dell’efficacia di un simile provvedimento. «Si tratta di persone pericolose che non possono vivere in luoghi attraversati ogni giorno da mamme con bambini o anziani», denuncia Luca, sessantenne di Monteverde, che ogni giorno passa nel sottopasso tra via Majorana e via Portuense. «Lì vive una donna con evidenti problemi psichici: urla e spaventa chiunque. Andrebbe aiutata e trasferita in una struttura».
La rabbia dei cittadini si traduce in richieste precise: telecamere, più forze dell’ordine e presidi costanti nei punti critici. A farsene portavoce è Marco Palma, vicepresidente del Consiglio del Municipio XI: «Quella degli accampamenti abusivi è una piaga che affligge Roma da troppo tempo. Ho chiesto più volte alle istituzioni di intervenire con decisione». In attesa di soluzioni strutturali, i residenti continuano a convivere con un problema che non riguarda solo il decoro, ma che ormai mina profondamente la vivibilità e la sicurezza della Capitale.