
Roma, tavolo permanente per rilanciare le periferie più degradate

Servizi per i cittadini, nuovi spazi per la socializzazione, riqualificazione degli edifici e rilancio delle attività commerciali: sono questi i pilastri della strategia annunciata dall’assessore capitolino alle periferie Pino Battaglia. La proposta è la creazione di un tavolo permanente, che riunisca Comune, Municipi, Regione, Prefettura, Ater, commissario di Governo, oltre a parrocchie e associazioni attive sul territorio. L’obiettivo è affrontare il degrado urbano con un approccio condiviso: «Altrimenti l’incessante attività delle forze dell’ordine, in zone come il Quarticciolo, non sarà sufficiente», ha dichiarato Battaglia.
La strategia si inserisce in un percorso già avviato dal Campidoglio con strumenti come il Bando periferie e i Piani urbani integrati (Pui), che utilizzano fondi nazionali ed europei, incluso il Pnrr. La priorità, ha spiegato l’assessore, è completare entro l’estate 2026 i cantieri più rilevanti: quasi 250 milioni per Tor Bella Monaca, nuovi spazi e servizi a Corviale e il recupero del complesso dell’ex Santa Maria della Pietà, destinato a diventare un polo socio-culturale.
A disposizione ci sono anche i fondi della Presidenza del Consiglio dei ministri, pari a 20 milioni di euro, per progetti di recupero e rigenerazione urbana. Tra le azioni previste figurano il riuso degli immobili Ater con locali commerciali chiusi, la riapertura di spazi per la socialità e la promozione di attività culturali e imprenditoriali.
Gli interventi previsti vanno dal potenziamento dell’illuminazione pubblica e l’installazione di nuove telecamere di videosorveglianza fino alla creazione di aree verdi, campetti sportivi e spazi ricreativi. L’idea di fondo è che un ambiente curato e frequentato sia un deterrente naturale contro la criminalità.
Accanto alle infrastrutture, il piano punta anche al rafforzamento del tessuto sociale, con scuole aperte oltre l’orario, servizi di sostegno per le fasce più deboli e incentivi all’imprenditoria locale. «Ogni quartiere ha esigenze diverse e le soluzioni devono essere calibrate di conseguenza», ha sottolineato Battaglia.
Il lavoro sarà coordinato con Questura, Prefettura e Regione, in sinergia con il piano di sicurezza per il Giubileo 2025, che prevede controlli a cerchi concentrici dalle periferie fino al centro della Capitale. Una sfida ambiziosa, che unisce rigenerazione urbana e inclusione sociale, per ridare nuova vita a quartieri troppo a lungo trascurati.