Quarticciolo, sparatoria tra spacciatori. Ferita una passante

06/05/2025

Tensione alle stelle nel quartiere del Quarticciolo, periferia est di Roma, dove una violenta sparatoria tra bande di spacciatori ha scosso la tarda serata di domenica. Nonostante l’immediato intervento delle forze dell’ordine, giunte sul posto in seguito a diverse segnalazioni al 112, dei protagonisti della faida non vi era più alcuna traccia. Un fuggi fuggi generale che ha inghiottito anche il presunto bersaglio del regolamento di conti: un uomo di origine maghrebina che, secondo le prime ricostruzioni, gestiva lo smercio di stupefacenti per conto di un gruppo rivale.

A destare ulteriore preoccupazione è il ferimento, fortunatamente lieve, di una giovane residente, colpita di striscio da uno dei proiettili mentre rientrava a casa. Sotto shock, la donna è stata trasportata in ospedale, ma il suo terrore sembra andare oltre il semplice spavento per l’accaduto. Alcuni testimoni riferiscono di una sua reticenza nel fornire dettagli alle autorità, alimentando il sospetto di possibili ritorsioni. Un silenzio omertoso che serpeggia tra i residenti, intrappolati nella morsa della criminalità.

L’episodio si è consumato intorno alle 23:30 nei pressi del tristemente noto “bar dei cinesi“, crocevia tra viale Palmiro Togliatti e la fermata degli autobus. Le segnalazioni al numero unico d’emergenza parlavano di numerosi colpi d’arma da fuoco distintamente uditi, accompagnati da urla che hanno fatto tremare gli abitanti barricati dietro le finestre delle loro abitazioni popolari. Alcuni testimoni giurano di aver sentito anche il rumore di spari provenienti da un fucile, dettaglio che se confermato alzerebbe ulteriormente il livello di allarme.

Indiscrezioni di quartiere tratteggiano uno scenario inquietante: il nordafricano al centro del presunto agguato si sarebbe rifiutato di consegnare l’incasso della giornata ai suoi capi, scatenando la violenta reazione. Una miccia che ha riacceso i riflettori su un territorio da tempo sotto la lente d’ingrandimento delle autorità. Proprio sulla scia di quanto intrapreso a Caivano, il Governo ha varato un piano di prevenzione, recupero e riqualificazione per il Quarticciolo, nel tentativo di arginare la crescente illegalità.

La mattinata successiva allo scontro a fuoco ha visto gli agenti tornare sul luogo dell’accaduto alla ricerca di bossoli e altri elementi utili alle indagini. Nel frattempo, un clima di intimidazione aleggiava nel quartiere, con presunti pusher che avrebbero “suggerito” ai residenti di non aprire le finestre. Un episodio che richiama alla mente quanto accaduto a gennaio, quando una pattuglia di polizia fu accerchiata e aggredita da una ventina di giovani, prevalentemente nordafricani, durante un controllo antidroga. Proprio quell’episodio aveva spinto il Viminale a prevedere interventi straordinari per la zona.

La condanna per quanto accaduto arriva forte e chiara dall’avvocato Tiziana Siano, presidente del Comitato cittadino “Luce sia”: «Condanniamo quanto successo l’altra sera al Quarticciolo in quanto mina la serenità e la tranquillità degli abitanti e vorremmo che a questa stessa condanna si associassero anche tutti coloro che criticano le misure speciali. Il Quarticciolo si può riqualificare solamente attraverso il ripristino della legalità e della sicurezza e con la riappropriazione del territorio da parte dello Stato. Le persone perbene hanno paura».

Il Comitato “Luce sia” ha annunciato una manifestazione per venerdì 9 maggio, con una fiaccolata che partirà da piazza Cavalieri del lavoro alle 18:30 per raggiungere piazza Quinto Curzio. «In questo incontro invitiamo tutte le istituzioni a partecipare, per avviare un dialogo costruttivo che porti a interventi concreti», ha aggiunto Siano, lanciando un appello per una maggiore serenità e un contrasto efficace al degrado e all’illegalità che affliggono diverse aree urbane.

Il Quarticciolo è da tempo una piazza di spaccio fiorente, favorita dalla sua posizione strategica tra due arterie cruciali come viale Palmiro Togliatti e via Prenestina. Un viavai incessante di acquirenti provenienti da tutta Roma alimenta un mercato florido dove cocaina, crack e hashish sono le droghe più richieste, spesso nascoste in cantine e spazi condominiali. Le zone più “calde” sono via Ostuni e via Manfredonia, ma lo spaccio si estende a macchia d’olio, arrivando persino al web, con un crescente mercato via chat e canali Telegram.

Dati allarmanti evidenziano un aumento dei nordafricani denunciati e arrestati per spaccio dal 2023, con una manovalanza sempre più giovane, spesso composta da minori stranieri non accompagnati o immigrati di seconda generazione, facilmente reclutati dalle organizzazioni criminali. Un quadro complesso dove non mancano le infiltrazioni della ‘Ndrangheta e le tensioni interne tra i diversi gruppi che si contendono il controllo del territorio.

La situazione al Quarticciolo ha assunto ormai i contorni di una banlieue parigina, dove la complicità di una parte della popolazione, connivente con gli spacciatori, rende ancora più difficile l’azione delle forze dell’ordine, spesso oggetto di aggressioni nel tentativo di impedire gli arresti. Una spirale di violenza e terrore che costringe i residenti onesti a barricarsi in casa, nella speranza che l’intervento delle istituzioni possa finalmente riportare legalità e sicurezza nel quartiere.

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