
Roma, rapina-choc in pieno giorno alla gioielleria del Torresina: bottino da 60mila euro
Il frastuono dei vetri che vanno in frantumi ha squarciato la normale routine del mercoledì mattina presso il centro commerciale Torresina, trasformando un momento di shopping in una scena di estrema tensione. Tra le urla disperate di una commessa che cercava di attirare l’attenzione dei colleghi, una banda di giovanissimi malviventi ha seminato il panico all’interno della gioielleria situata nel quartiere di Primavalle. Muniti di mazze ed estintori, i ladri hanno agito con una freddezza impressionante, ignorando la presenza di numerosi clienti che, terrorizzati, cercavano riparo nei corridoi del centro. Il colpo, stimato per un valore di quasi 60mila euro, è stato eseguito in pochi istanti, sotto lo sguardo incredulo di chi si trovava a passare proprio in quel momento davanti alle vetrine.
La dinamica dell’assalto rivela una pianificazione accurata, nonostante la giovane età dei protagonisti. Il commando è entrato in azione poco prima dell’ora di pranzo indossando tute nere, passamontagna e caschi da moto per rendersi completamente irriconoscibile. Ogni dettaglio è stato curato per non lasciare tracce: guanti di lattice alle mani per evitare il rilevamento delle impronte digitali e zaini pronti a essere riempiti con i preziosi sottratti dalle teche. Le impiegate del negozio, paralizzate dal timore, hanno assistito impotenti alla distruzione degli espositori, descrivendo l’accaduto come una sequenza infinita di secondi di puro terrore.
Un ruolo fondamentale per la svolta nelle indagini è stato giocato dal coraggio di alcuni testimoni che, invece di fuggire, hanno impugnato i propri smartphone per documentare l’intera scena. I filmati catturati hanno ripreso i momenti concitati dell’ingresso, il fragore delle sprangate e la fuga precipitosa a bordo di motorini. Proprio analizzando queste immagini, gli agenti della polizia sono riusciti a risalire all’identità di uno dei componenti della banda, un ragazzo italiano con precedenti specifici alle spalle, che è stato prontamente fermato. Per i complici, anch’essi ritenuti giovanissimi dai racconti dei presenti, la caccia è ancora aperta e le ricerche si concentrano setacciando i quartieri limitrofi della zona nord-ovest.
Le descrizioni fornite dai testimoni oculari concordano sulla fisicità dei rapinatori, indicandoli come soggetti di corporatura esile e di chiara origine italiana. Nonostante l’abbigliamento studiato, l’uso di uno scooter scuro rubato poco prima ha fornito un’ulteriore pista agli inquirenti della Squadra Mobile. Un anziano testimone ha raccontato di aver rischiato di essere investito dai fuggitivi all’esterno del centro: «Erano in due su un motorino scuro, andavano velocissimi lungo via Barbato».
La preoccupazione tra i commercianti del Torresina è palpabile, specialmente perché non si tratta di un episodio isolato negli ultimi tempi. Dalle cronache emerge infatti un precedente dell’estate 2019 e un altro assalto nell’aprile dello scorso anno, fino ad arrivare alla rapina di novembre messa a segno dalla nota Banda della Maserati. Quell’episodio, che fruttò circa 45mila euro, sembrava aver segnato il picco della criminalità nell’area, ma l’evento di mercoledì dimostra come il fenomeno delle bande giovanili stia diventando una sfida sempre più complessa per il mantenimento della sicurezza pubblica nella Capitale.
M.M.